Storie di Calcio

Dall’oratorio in provincia, alla Serie A e la nazionale: i 90 anni di Lorenzo Buffon

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Eleonora D’Alessandri) – Di Buffon portieri ce ne sono due nella storia del nostro calcio e sono parenti, alla lontana. Il primo è Lorenzo e oggi compie 90 anni, l’altro lo conosciamo bene tutti.

Lorenzo Buffon, nasce a Majano del Friuli in provincia di Udine il 19 dicembre 1929.

Cresce calcisticamente prima nel Latisana, dove si era trasferita la famiglia e poi nel Portogruaro in serie D e viene acquistato dal Milan ancora giovanissimo, nella stagione 1949/1950. Dal suo esordio in serie A in quegli anni, diventa presto titolare vincendo nell’anno successivo il suo primo titolo nazionale, diventando così parte del “grande Milan” reso famoso dal trio Gren, Nordahl e Liedholm.

Lorenzo Buffon è stato un giocatore colto ed elegante che alternava ottime partite ad altre meno brillanti, forse per il suo pessimo carattere, a causa del quale alternava momenti di entusiasmo con depressione.

A renderlo famoso non fu solo il campo da calcio, ma anche il suo matrimonio con Edy Campagnoli, prima valletta di Mike Bongiorno in Lascia o Raddoppia. Si sposarono il 26 giugno 1958 nella chiesa di San Gottardo a Milano, per poi separarsi dieci anni dopo. Inaugurarono così la stagione del gossip in Italia, quella del “calciatore e la valletta”, diventando i primi “belli e famosi” a sposarsi. Separarsi nell’Italia bigotta dell’epoca voleva dire essere additati e schivati dal grande pubblico, al punto che Lorenzo salì su un aereo, andò a New York, noleggiò un’auto e viaggiò per alcuni giorni negli Stati Uniti per allontanarsi il più possibile dai pettegolezzi.

Si dice che Buffon non sopportasse di essere chiamato “Signor Campagnoli” perché in fondo, nonostante i grandi traguardi raggiunti, non era mai riuscito ad uscire da una fama di provincia, mentre la moglie era ben più famosa e popolare.

La fortuna del giovane Lorenzo Buffon fu Felice Arienti che, arrivato come giocatore/preparatore, subito si accorse delle grandi potenzialità del giovane portiere del Portogruaro, tanto da segnalarlo a Toni Busini, suo ex compagno a quei tempi direttore tecnico del Milan. Quest’ultimo era molto sensibile ai giovani talenti provenienti dal Triveneto e rimase affascinato dalle sue doti, tanto da offrirgli subito un contratto con il Milan. Dopo quattro mesi di apprendistato da quarto portiere scavalca la concorrenza (Rossetti, Milanese e Bardelli) diventandone titolare.

Oltre ai quattro scudetti nei campionati 1949/50, 1954/55, 1956/57 e 1958/59, Lorenzo “Il Magnifico” ha vinto anche due Coppe Latine (la vecchia Coppa dei Campioni) ed è stato il primo portiere del Milan a vestire la maglia della nazionale con la conquista di un posto da titolare nel pareggio per 2-2 contro la Franca di Just Fontaine, capocannoniere del mondiale. Quella storica prestazione gli varrà il ruolo titolare per tutte le successive partite e subito dopo la fascia da capitano. Giocherà l’ultima di quindici presenze in nazionale il 7 giugno del 1962 al termine di un Italia – Svizzera conclusasi 3-0.

Dopo uno scontro con Viani, lascerà a malincuore il Milan approdando prima al Genoa e poi all’Inter, con il quale vincerà il quinto scudetto, disputando ottantanove incontri in tre stagioni.

La sua carriera volge al tramonto dopo i mondiali del 1962 in Cile, perdendo il posto da titolare in nazionale e giocando molto meno nell’Inter l’anno successivo. Passerà alla Fiorentina come secondo portiere, giocando una sola partita.

Dopo una parentesi ad Ivrea in serie C, chiuderà la sua carriera in serie D nel 1969 nell’Associazione Calcio Martina di Martina Franca.

Per anni, riavvicinatosi al suo Milan, ha svolto il ruolo di osservatore e selezionatore per il settore giovanile, scoprendo fra i tanti il giovane Pessotto.

Dalle porte dell’oratorio di un piccolo paese della provincia friulana fino ai fasti del palco mondiale, quella di Lorenzo Buffon si conferma una delle piccole grandi storie di eroi del nostro calcio.

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