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La Penna degli Altri

Figurine. Erasmo Iacovone, l’immortale Re del sogno di Taranto

BARBADILLO.IT (Giovanni Vasso) – Troppo spesso si indulge alla nostalgia, nel calcio ancor di più. È dolce affidarsi al tepore del ricordo, sognare di tornare a tanti anni fa quando, per dirla con Vasco, la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole. A volte, però, non è questione di una comoda fuga dalla realtà.

C’è tutta una città che, arroccata sullo Ionio, aspetta che ritornino “quei tempi”. Non è solo questione d’orgoglio, di origini nobilissime che affondano le radici loro all’epoca in cui si parlava greco e Roma, persino lei!, tremava al suo cospetto.

Taranto aspetta che ritorni il suo re, Erasmo Iacovone. Da quando, quarant’anni fa, scopri che quel maledetto 6 febbraio del 1978, era stato ucciso in un incidente stradale. Iacovone, da Capracotta in provincia di Campobasso, svelò ai tarantini quali traguardi, con impegno e dedizione, fosse possibile raggiungere. Come quando, da calciatore ritenuto sovrappeso, strapagato e ormai finito, accese su di lui le attenzioni della Roma e della Fiorentina. E, nonostante tutto, decise di restare perché a Taranto, lui, lo trattavano come un Re.

E lui li ricambiava. Coi fatti. Dimostrò che non bisognava essere giganti per metterla sempre dentro di testa. Seppe “rieducare” i suoi piedi, e così indovinò la palombella che irrise il portiere del Bari, Graziano De Luca, nel derby. Col numero nove a campeggiare in bianco sulla casacca rossoblù, spinse tutta una città a intravedere, stavolta possibile, la storica promozione in serie A e con essa il riscatto del suo stesso prestigio.

Ma un ladro in fuga, schiantandosi a fari spenti contro la sua Diana, lo uccise. Con lui ammazzò le speranze di una città. Che mai l’ha dimenticato e ancora oggi ne tiene vivo il ricordo. Erasmo Iacovone fu l’uomo che dimostrò ai tarantini che il sogno non muore all’alba perché non morirà mai, e sia detto senza retorica, chi vive nel cuore di chi resta.

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Il nostro articolo del 6 febbraio dello scorso anno dedicato a Iacovone

 

Redazione

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