Il ricordo di Giacomo Losi

L’attuale mondo del calcio è un continuo turbinio di eventi che cambiano, di attualità già passate e di futuri già scritti. Incombe il dio denaro, tutto è fatto in funzione di esso, gli stessi calciatori non si legano più alle società dove si affermano, ma sono in continuo movimento verso il miglior offerente, spesso baciando maglie che non hanno sentito, né mai sentiranno, loro. Non è sempre stato così, in passato era normale trovare giocatori che spendevano la loro intera carriera nella stessa società, pur non essendo nati da quelle parti: emblematico il caso di Gigi Riva, che pure ci ha lasciato da poco, sulla stessa scia possiamo considerare Giacomo Losi.

Anch’egli nato in Lombardia, a Soncino in provincia di Cremona, dopo le sue prime stagioni da professionista proprio con i grigio rossi, fu ceduto alla Roma, dove trascorse tutto il quasi restante quindicennio della sua carriera. Egli nacque come ala, accompagnato anche da un fisico non eccelso e da una buona velocità, ma presto fu trasformato in difensore, e come tale fu acquistato dai giallo rossi. Il suo esordio avvenne nel 1955, con la squadra romana avrebbe giocato fino al 1969, diventando con gli anni libero, mettendo a frutto il suo spiccato senso dell’anticipo, il buon colpo di testa nonostante l’altezza non elevata.

Dalla stagione 1960/1961 divenne capitano della stessa Roma, con il record di non aver mai subito provvedimenti disciplinari, tranne un’ammonizione ricevuta proprio nella sua ultima partita. Dissidi con Helenio Herrera, allenatore dei romani, lo portarono a chiudere la carriera, che nel frattempo aveva avuto anche l’onore della maglia azzurra in undici occasioni, partecipando ai mondiali cileni del 1962, in campo contro Germania Ovest e Svizzera ma non contro i padroni di casa in quella che fu ribattezzata “la battaglia di Santiago”.

Terminata la carriera agonistica, Losi intraprese quella di allenatore, sviluppata principalmente in Campania, allenando tra le altre Avellino, Turris, Salernitana, Nocerina e Juve Stabia, dove chiuse la carriera. Il suo palmares non è ricco, avendo vinto due Coppa Italia con la Roma e una Coppa della Fiere con gli stessi giallorossi, nella stagione 1960/1961, di lui resta il ricordo di capitano coraggioso e bandiera della Roma.

GLIEROIDELCALCIO.COM (Raffaele Ciccarelli)

Raffaele Ciccarelli

allenatore di calcio professionista, si dedica agli studi sullo sport, il calcio in particolare, dividendo tale attività con quella di dirigente e allenatore. Giornalista pubblicista, socio Ussi e Aips, è membro della Società Italiana di Storia dello Sport (Siss), dell’European Committee for Sports History (Cesh), dell’Associazione dei Cronisti e Storici dello Sport (La-CRO.S.S.). Relatore a numerosi convegni, oltre a vari saggi, ha pubblicato: 80 voglia di vincere – Storia dei Mondiali di Calcio (2010); La Vita al 90° (2011), una raccolta di racconti calcistici; Più difficile di un Mondiale – Storia degli Europei di Calcio (2012); Il Destino in un Pallone (2014), una seconda raccolta di racconti calcistici; Lasciamoli giocare-Idee per un buon calcio giovanile (Edizioni del Sud, Napoli 2016). Per GliEroidelCalcio in convenzione S.I.S.S.

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