La Penna degli Altri

Il calcio e le dittature

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Le vittorie di calcio e la politica. Una storia passata attraverso le maggiori dittature del passato. Ecco un estratto dall’articolo de Il Dolomiti.

[…] Dall’Italia che vinse due Mondiali e un’Olimpiade sotto il fascismo all’annessione del “Wunderteam” austriaco nella nazionale della Germania nazista, passando per la Spagna di Franco e le dittature sudamericane, il calcio nel corso nel ‘900 si è trasformato in uno straordinario strumento propagandistico

[…] C’è chi sostiene che il calcio sia una prosecuzione della guerra con altri mezzi. Il termine “agonismo”, d’altronde, riflette nelle proprie radici greche lo spirito della lotta, dello scontro, del conflitto. E così una partita di pallone, così come di un altro sport, altro non è che una sorta di battaglia surrogata.

[…] Amante dello sport […], il dittatore fascista Benito Mussolini contribuì con il suo regime a portare in auge la nazionale, che sotto il suo potere riuscì ad alzare ben due coppe del mondo e un’Olimpiade. La dittatura non era stata ancora del tutto instaurata quando il 31 ottobre del 1926, per volontà del podestà di Bologna e ras squadrista Leandro Arpinati, di fronte al capo del governo e alle autorità si inaugurò lo stadio Littoriale.

[…] Le vittorie della nazionale di calcio, invece, non risultarono più importanti della nuova società che si voleva costruire nella Germania nazista. […] Anche nella Spagna del caudillo Francisco Franco non mancarono i conflitti legati al pallone, con delle spiccate preferenze del regime riflettenti storiche rivalità e odi nazionali. Inizialmente tifoso dell’Atlético, il generalísimo seguì con particolare calore le vittorie dei cugini del Real, saliti sul tetto d’Europa grazie a fenomeni come Alfredo Di Stefano e Ferenc Puská​s.

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(ILDOLOMITI.IT di Davide Leveghi)

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