La Penna degli Altri

Il canto del cigno di Van Basten: i giorni dell’apoteosi prima della maledetta operazione

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EUROSPORT.COM (Paolo Pegoraro) – […] 20 dicembre 1992, Marco van Basten sta volando a bordo di un aereo privato che da Parigi lo porterà a St. Moritz e Dio solo sa cosa gli starà frullando per la testa. Stringe tra le mani il luccicante Pallone d’Oro appena ritirato nella capitale francese nell’ambito della popolare trasmissione Téléfoot ma nel giro di poche ore dovrà sottoporsi a un’operazione alla caviglia. […] Di comune accordo con il fido professor Marty – ma in spregio ai moniti del Dottor Ginko a Milanello – Marco si è alfine convinto ad andare sotto i ferri per una pulizia del tendine della caviglia e delle parti cartilaginee. Il piano prevede 4-6 settimane di stop prima del pieno reintegro sotto l’egida di Fabio Capello, invece quell’intervento sancirà la fine della sua carriera. Carico di speranze, a bordo di quel volo, il Cigno di Utrecht ancora non lo sa ma a 28 anni è in procinto di congedarsi dal calcio giocato proprio nel suo momento più prolifico […]

Se quello era il Milan degli Invincibili di Fabio Capello Marco Van Basten era l’Étoile della Scala del Calcio: a fine agosto contribuisce alla conquista della Supercoppa Italiana aprendo le danze con un timbro da opportunista d’area di rigore contro il Parma, mentre in Serie A e nella prima storica edizione della Champions League fluttua in uno stato di grazia. […]

8 novembre 1992: un Milan primo della classe, forte di sette vittorie e un pareggio, si presenta al San Paolo di Napoli […] Al minuto 7 van Basten raccoglie un pallone vagante nello spigolo dell’area di rigore, si libera di un avversario con una finta a rientrare e lascia partire una folgore di collo pieno […] l’attaccante olandese metterà a referto altri tre gol da serial killer d’area di rigore in smoking bianco. 17 giorni dopo van Basten – se possibile – supera se stesso autografando il poker perfetto contro il Goteborg nella fase a gironi di Champions […] 4-0 finale, sprazzi di onnipotenza del “9” e amore incondizionato del suo popolo.

Al tramonto di quel novembre del 1992 Marco van Basten veleggia sui 19 (!) gol stagionali: […] Proprio a questo punto l’impazienza tradisce il fuoriclasse: persuaso dal luminare Marty, sceglie di trascorrere il Natale sotto i ferri per risolvere una volta per tutte gli annosi problemi alla caviglia e quindi approcciare la fase calda della stagione nel pieno della forma. L’operazione segna invece l’inizio di un calvario che terminerà nell’estate del 1995 col ritiro ufficiale dal calcio giocato[…]

Eppure come un cigno che all’approssimarsi della morte, lungi dallo spegnersi tristemente, si rallegra ed esegue il suo miglior canto di sempre in ossequio a un’antica credenza, van Basten in quell’indimenticabile autunno del 1992 sciorinò il suo miglior calcio prima di arrendersi ai ferri di un chirurgo.

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