La Penna degli Altri

La storia di Giuliano Maiorana, l’italiano che stregò Alex Ferguson

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(ORTICALAB.IT di Vincenzo Di Vaio – Foto LUOMONELPALLONE)

Il sito Orticalab, in un bellissimo articolo a firma Vincenzo Di Vaio, racconta la poco conosciuta storia di Giuliano Maiorana. Ecco un estratto.

[…] E’ un vecchio titolo di giornale, trovato per puro caso sui social-network, a permetterci di accendere la luce su questa storia. La “fonte” è l’edizione de La Gazzetta dello Sport del primo dicembre 1988. Il taglio alto della rosea di quel giorno riporta «una storia di calcio che sembra una favola». È quella di Giuliano Maiorana, Jules per quelli d’Oltremanica. «E Giuliano conquistò Manchester», questo il titolo all’articolo di Giancarlo Galavotti: 19 anni anni, figlio di un tappezziere di Cassano Irpino ha firmato un quadriennale con il Manchester United.

[…] Giuliano vive lì dove è nato. A Cambridge. Ma è italiano dentro, alla cadenza dell’Inghilterra orientale aggiunge quella lingua imparata sin da piccolo e che lo ricollega al suo paese d’origine, Cassano Irpino. […] Classe 1969, comincia a giocare a calcio in un campo “vero” quando, più o meno, ha 11 anni. «Ero nell’ItalCamb, una squadra formata da immigrati italiani a Cambridge, allenata da mio padre. Si giocava solo di domenica. All’epoca il giorno del calcio “vero”, per gli inglesi, era il sabato». […] «Nel 1987 sono andato a giocare all’Histen. Ero in prima squadra e dopo una partita giocata di mercoledì sera, la società mi disse che il Manchester United mi stava osservando. Pensai ad uno scherzo. Il sabato, invece, andai a Manchester per una settimana di prova. Il martedì […] scesi in campo per un “testimonial match” contro la prima squadra. Durante l’intervallo mi offrirono un contratto di quattro anni che firmai di lì a breve. Fu incredibile».

[…] Maiorana comincia nella squadra riserve, ma a sei settimane dalla sua firma debutta in prima squadra, subentrando nella sfida sul campo del Millwall. […] Sulla panchina dei Red Devils c’è già Alex Ferguson. Maiorana, con lui, non ha un rapporto facilissimo: «Se sei bravo, se hai talento, non hai bisogno di leccare il culo.

[…] Anni dopo allo United arriva Eric Cantona: «La prima volta che ci siamo allenati insieme eravamo in un campo con delle mini-porte. Mi arriva una palla a mezza altezza e, di schiena alla porta, faccio una rovesciata che sfiora il palo. Eric applaude ammirato, ma l’allenatore della squadra riserve mi dice che “non gli piacciono queste cazzate”. Gli risposi che “preferivo gli applausi di Eric alle sue parole”.

[…] Uno scontro di gioco, nel 1991, segna il punto di non ritorno della sua carriera. In un’amichevole giocata, nella squadra riserve, contro l’Aston Villa il suo ginocchio fa crack: «Nel calcio serve fortuna…».

 

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