La Penna degli Altri

Liedholm e i suoi segreti: l’influenza del Mago Maggi

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[…] Nils Liedholm è stato il terminale del Gre-No-Li da giocatore, si è imposto come il Barone per eccellenza da allenatore. […] Il suo grande confidente suggeritore era un astrologo, Mario Maggi, presto ribattezzato il Mago […] Il primo a farne le spese fu Giorgio Biasiolo […]

Dopo oltre 200 partite ufficiali nel Milan e 4 coppe vinte, il centrocampista rossonero venne messo da Liddas sulla lista dei partenti: “Seppi poi che era stato il Mago a dirgli che era meglio non insistere più su di me […]” Nel novembre del 1978, in un derby che si sarebbe rivelato decisivo per la Stella del decimo Scudetto, all’ultimo non gioca Gianni Rivera. Al suo posto Giovanni Sartori, oggi dirigente sportivo. Qualcuno pensava fosse per un infortunio tenuto nascosto, altri pensavano fosse per i bioritmi. In realtà era stato il Mago: tieni fuori Gianni e vincerai il derby. Il Milan vinse naturalmente 1-0 […]

Scudetto vinto, in estate, il Maggi disse a Liddas: non andare in tournée in Argentina, un allenatore del Milan perderà la vita. E toccò al povero Alvaro Gasparini, il suo allenatore in seconda. Altri giri, altre magie. Nell’estate del 1979, ormai passato alla Roma, Nils confessa: “Credo negli astri, Ancelotti diventerà un campione”. Così fu e non solo alla Roma, ma anche e soprattutto nel Milan. E il Barone sarebbe poi tornato nel Milan, dopo aver perso la finale di coppa dei Campioni contro il Liverpool all’Olimpico, cosa che il Mago gli aveva predetto: “Ho detto a Maggi di non dirmi più i risultati in anticipo, altrimenti durante la partita mi annoio”. […]

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