Storie di Calcio

Pelé 80, genesi di un giocatore fuori categoria

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia) – La retorica del momento ci spingerebbe al semplice e dettagliato racconto di un campionissimo visto attraverso i numeri. Ma i numeri sono solo la parte meno importante, seppur significativa, nella carriera di Edson Arantes do Nascimento, al secolo Pelé.

Nel giorno che lo vede festeggiare il traguardo degli 80 anni, noi vogliamo evidenziare l’importanza del campione nella storia di un Paese e di uno sport, entrambi diametralmente cambiati da questo fenomeno col numero 10 stampato sulla schiena. Bisogna partire dal 16 Luglio del 1950, il giorno del Maracanazo, il giorno della disperazione popolare. Pelé, in quell’estate che avrebbe dovuto regalargli la prima gioia calcistica, non ha nemmeno dieci anni. Il Brasile cade sotto i colpi dell’Uruguay, in uno stadio diventato bolgia silenziosa davanti ad uno spettacolo deprimente. Per quasi un decennio, l’onta di quella sconfitta accompagnerà i verdeoro, facendoli sprofondare in una strana apatia calcistica che vedrà la sua fine il 29 Giugno del 1958, il giorno in cui salì in cattedra il ragazzino di Três Corações.

O’Rei e la cultura brasiliana, un binomio che rimarrà indissolubile per quasi tutta la metà del secolo passato, partendo da quella partita in cui il Rasundastadion fece da testimone ai prodigi di quel 17enne che si muoveva come un ballerino. Un sombrero e uno stacco di testa a levarsi verso il cielo, lo stesso che stupirà il roccioso Burgnich in un caldo pomeriggio messicano, quando lo Stadio Azteca vide il più grande calciatore del mondo volare verso la gloria del terzo titolo.

Pelé portò il suo Brasile nel posto che gli spettava, nell’olimpo di uno sport diventato planetario; restituì la gioia ad un popolo spesso bistrattato e una dignità che annientava le divisioni sociali.

I 1281 gol in 1363 partite saranno la dimostrazione di una classe senza eguali, di un talento puro e cristallino.

Uscirà dal campo un pomeriggio del 1977, portato in trionfo dai suoi compagni dei Cosmos, proprio come accadde quel 29 Giugno davanti ad una folla di svedesi ammaliati.

Muitas felicidades O’Rei.

 

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