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Storie di Calcio

31 marzo 1907 – Le amichevoli internazionali di prestigio: Torino-F.c. Bern e Milan-Basilea

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati) – Ho già avuto modo, in passato, di parlare del ruolo svolto da calciatori e dirigenti sportivi elvetici nello sviluppo del football italiano. Ad essere precisi, lo scorso anno sull’argomento ho scritto anche un libro: “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”. Si tratta di un lavoro di ricerca, incentrato sulla storia sociale del nostro calcio, che ricostruisce il ruolo svolto dagli elvetici nei processi di fondazione di alcuni importanti club italiani.

Ma il contributo degli svizzeri alla diffusione del calcio in Italia è passato anche attraverso l’organizzazione di decine e decine di partite amichevoli, tra le squadre dell’Italia settentrionale e le squadre della Svizzera.

Nel periodo che va dal 1903 al 1915, Genoa, Andrea Doria, Juventus, Torino, Milan e Inter hanno spesso giocato con Servette, Losanna, Young Boys, Grasshopper, Zurigo e Basilea. Ma altri match, giocati in Italia, hanno visto anche la partecipazione di Aarau, Baden, F.C. Berne, S.C. Brühl, Cantonal di Neuchâtel, Chiasso, Club Athlétique Ginevra, F.C. Ginevra, Juventus Bellinzona, Etoile La Chaux-de-Fonds, Lugano, Montreux Narcisse Sport, Nordstern Basilea, Old Boys Basilea, San Gallo, Stella Friburgo, Young Fellows Zurigo e Winterthur.

Alle partite amichevoli tra club, va poi aggiunta la prima competizione informale tra una selezione svizzera ed una italiana, nel 1899 a Torino (match terminato due a zero a favore degli svizzeri). Questo primo incontro sarà seguito dalle prime partite ufficiali tra le due squadre nazionali: nel 1911 a Milano, Italia-Svizzera 2-2, giocata davanti a 5.000 spettatori; nel 1914 a Genova, Italia-Svizzera 1-1, disputata davanti a 9.000 spettatori; e nel 1915, a Torino, Italia-Svizzera 3-1, che vide la partecipazione di 5.000 spettatori.

Si trattava di incontri che avevano spesso luogo nei periodi delle vacanze natalizie e pasquali.  In effetti, leggendo gli articoli ed i resoconti di questi match, ci si rende conto che erano quasi sempre giocati tra l’ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio o tra la fine di marzo ed il mese d’aprile. Altri match erano spesso giocati nel mese di maggio.

Con questo inizio di primavera 2020, entriamo quindi in un periodo di tempo, più o meno dal 31 marzo al 15 maggio, che segna la ricorrenza di una serie di partite internazionali importanti. Partite internazionali che assumevano grande rilievo anche in virtù del fatto che i campionati mondiali per nazione e le coppe continentali di club non esistevano ancora (ad eccezione delle Olimpiadi, che vedevano comunque un numero limitato di squadre partecipanti).

In mancanza di quei grandi tornei internazionali e intercontinentali, che non erano ancora stati creati, queste amichevoli costituivano spesso l’unica possibilità per il pubblico italiano di seguire eventi calcistici di livello internazionale.

È questo il motivo per cui vorrei iniziare una serie di articoli che, da qui a metà maggio, proporranno gli estratti di alcune di queste amichevoli internazionali. In base alle ricorrenze sopraccitate, oggi è il giorno di Torino-F.C. Bern[1] e Milan-Basilea. In qualità di tifoso del Grifo, mi piace sottolineare che Daniel Hug, capitano del Basilea di cui in uno degli articoli si tessono grandi elogi, di lì a poco sarebbe diventato una figura centrale del Genoa Cricket and Football Club 1893.

Torino 31 marzo 1907, Torino-F.C Bern 2-3

Il Grande Match Internazionale di Torino.

All’entrata del Velodromo, due vessilli, l’uno a fianco dell’altro, in segno di fratellanza: il tricolore italiano e la croce bianca, su fondo rosso, della Confederazione e, all’interno, nel terreno di gioco, ventidue campioni che disputano una partita. È grazie alla lodevole iniziativa del Torino F.C., se i torinesi hanno potuto assistere ad un match palpitante, come quello giocato tra i granata ed il F.C. Berna, una delle migliori squadre svizzere.

Fare un resoconto di un tale match, anche solo approssimativamente, è impresa difficile. Per questo ci limiteremo a dire che il Torino non ha voluto rinunciare al suo modo elegante d’interpretare il gioco: uno stile che noi definiremmo classico.  I bernesi, per contro, hanno dato prova di essere giocatori esperti, dotati d’energia, coraggio e di una visione di gioco raffinata e profonda.

Ma, in tutta onestà, l’autore di queste righe non si è entusiasmato per la loro tattica ed il loro sistema di gioco.  Se posso permettermi di segnalare i loro difetti, direi che praticano un gioco eccessivamente incentrato sulla forza fisica, basato su lunghi e alti passaggi, per non dire dell’eccessivo ricorso ai colpi di testa. Di conseguenza, si può dire che i granata, a differenza dei loro avversari, hanno saputo mettere in atto una tattica più elaborata ed elegante. Tuttavia, il Torino ha perso 3 a 2. Ma, il risultato non è certo un’autentica prova della superiorità dei bernesi, anzi.

I torinesi hanno sprecato buonissime occasioni, a pochi metri dalla porta. Difficile dire se questi errori siano da ricondurre ad un’eccessiva partecipazione emotiva o ad altri motivi. Per contro, si può affermare che ogni attacco bernese, condotto con l’energia e la rapidità di cui abbiamo già parlato, ha permesso loro di realizzare le reti.

La difesa torinese si è fatta sorprendere. Ha fatto fatica a trovare il giusto posizionamento sul campo, ed il suo portiere, che ha vissuto giorni migliori, non è riuscito ad impedire le reti avversarie. Il primo tempo è terminato con il risultato di 2 a 1 a favore della squadra bernese. Nel secondo tempo, ogni squadra ha realizzato una rete. In questo match, i giocatori italiani del Torino (non molto numerosi) hanno giocato bene. Ferrari, Pozzi e, soprattutto, Debernardi che, finalmente, si è ben integrato nella linea degli attaccanti, ed è stato capace di un gioco pregevole, per rapidità e precisione.

Un pubblico numeroso ha seguito l’incontro a cui, sfortunatamente, non farà seguito la rivincita. Questo, a causa di un malinteso con la squadra del Genoa Cricket and Football Club, città dove i bernesi sono attesi oggi, per disputare un’altra partita.

Match italo-svizzero a Milano.  1° aprile, Milano 7.20

Siamo appena stati informati telefonicamente che ieri, a Milano, si è registrata una grande partecipazione di pubblico allo stadio del Milan Club, in occasione degli incontri italo-svizzeri. Nel primo match, la seconda squadra del Milan ha vinto 4 a 2 contro la prima squadra del Chiasso. Nel secondo incontro, le prime squadre di Milan e Basilea si sono affrontate. Il Basilea ha vinto 4 a 2.

Milano 31 marzo 1907, Milan – Basilea 2-4; Milano 1° aprile 1907, Milan – Basilea 3-4 

Football. Amichevole italo-svizzera a Milano.

Come risultato finanziario il Milan Club deve essere soddisfatto; ed infatti, in entrambi i giorni, numeroso ed elegante era il pubblico che affollava la tribuna [..] In quanto al risultato morale, anche in questo caso, il Milan non può che essere soddisfatto: due sconfitte, ma due sconfitte onorevoli.

Il F.C. Basilea che per la seconda volta scende tra noi, si è mostrato veramente degno della sua fama. Per quanto, questa volta, la sua superiorità non sia stata schiacciante come l’anno scorso; a ciò ha contribuito l’assenza di un loro buon elemento e la buona forma della squadra del Milan Club, che pure ha svolto un gioco corretto, elegante, armonioso.

L’affiatamento di questa squadra è veramente ammirevole. La disciplina di tutti i giocatori, requisito che assolutamente manca ancora nelle squadre italiane, è superiore ad ogni economia: immaginatevi 10 giocatori che ubbidiscono al loro capitano, quando hanno bisogno di un’osservazione, come tanti soldati [..]

[..] ammiratissimi tra gli svizzeri sono l’Hug, capitano della squadra, dal gioco calmo, elegante e compassato, il Dottor Thalmann, veloce quanto mai, che per la sua agilità ricorda i nostri Recalcati di Milano e Donna di Torino, ed il centro-forward Burgeois, di una forza e di una velocità eccezionali [..] Il match termina con la vittoria del F.C. Basilea per 4 goal contro i 3 fatti dal Milan. Il pubblico, che si è vivamente interessato, ha mostrato il suo caloroso compiacimento per il bel match fornito dalle due squadre, applaudendo freneticamente i giocatori al finire di entrambe le riprese.

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[1] A proposito di questo match voglio ricordare che certi storici del calcio, e anche alcuni siti internet, chiamano in causa la squadra dello Young Boys, parlando chiaramente di una partita tra Torino e Young Boys, giocata il 31 marzo del 1907. Per contro, nel titolo originale dell’articolo pubblicato da La Stampa, che qui riporto, il giornalista autore del resoconto parla inequivocabilmente di F.C. Berna. A mio avviso, il fatto che l’autore abbia indicato una precisa denominazione, piuttosto che un’altra non è una semplice questione di predilezione di un nome rispetto ad un altro. Credo invece che la scelta del nome sia stata fatta volutamente. Direi che quasi sicuramente non si trattava dello Young Boys ma di un’altra antica squadra bernese: il F.C. Bern, fondato nel 1894.

Inoltre:

“Questa selezione di articoli è il risultato di una mia ricerca personale e di una mia lettura diretta delle fonti originali, che sono a disposizione del pubblico nella Biblioteca Civica Berio di Genova. Biblioteca che dispone di una raccolta della stampa milanese, torinese e genovese dell’epoca, cioè de La Gazzetta dello Sport, La Stampa, Il Caffaro e Il Secolo XIX. Le due sole eccezioni, riguardanti le fonti, sono l’articolo de La Gazzetta dello Sport e quello de La Gazzetta del Popolo relativi alla partita del 30 aprile 1899, che ho trovato nel libro ‘L’Età dei Pionieri’, pubblicato dalla Fondazione Genoa. Detto questo, penso sia utile ricordare che la prima versione di questo libro è stata scritta originariamente per un pubblico francofono e gli articoli di questa rassegna sono stati tradotti simultaneamente dall’italiano in francese. Nella fase di ritrascrizione dal francese all’italiano, in funzione della presente edizione, è possibile che qualche parola sia andata persa o modificata. Ma, aldilà di qualche specifico termine rimosso o modificato, il contenuto, lo spirito e lo stile degli articoli, nel loro complesso, sono stati fedelmente rispettati”.


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classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 , della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020; coautore del libro di didattica dell'italiano "Imbarco Immediato", Fanalex Publishing, Ginevra 2021 e, infine, del romanzo "Dieci Racconti di una Lucertola del Porto di Genova", Urbone Publishing, 2021. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio.com”.

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