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Genoa – Benfica… il giorno in cui Eusebio scese in campo al Ferraris

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati) –  Era il Genoa di “Sandokan” Arturo Silvestri, l’allenatore che prese il Genoa in serie C e lo riportò in serie A.

Nell’estate del 1971, proprio a seguito della prima promozione dalla serie C alla serie B, il Grifo si apprestava ad iniziare  il nuovo campionato nella cadetteria.

Genoa Benfica Foto Wikiwand.com

Era un Genoa fatto di giovani promettenti come Maurizio Turone (allora non ancora ventitreenne) e Walter Speggiorin (poco più che diciottenne). Giovani destinati ai grandi palcoscenici delle serie A (Milan e Roma per Maurizio Turone, Fiorentina e Lazio per Walter Speggiorin). Giovani che, in quella squadra, erano guidati da giocatori di grande qualità e di grande esperienza: giocatori come Gigi Simoni che, prima di arrivare al Genoa, aveva giocato nel Napoli, nel Torino e nella Juventus e giocatori come Roberto Derlin, che prima di approdare in rossoblù aveva giocato nel Vicenza di Cinesinho, con Oscar Damiani, con Giorgio Biasiolo e con Nevio Scala, ottenendo un più che onorevole ottavo posto nel campionato di serie A del 1969-1970 (quello vinto dal Cagliari).

E poi, era il Genoa di un mio “idolo” di gioventù: Sidio Corradi, che tra l’altro, come ha avuto modo di ricordarmi personalmente nelle giornate dedicate al lavoro di redazione di questo racconto, esordì nel Bologna del settimo scudetto, sostituendo Ezio Pascutti in una partita contro la Fiorentina, e quindi può essere a giusto titolo considerato uno dei campioni d’Italia della stagione 1963-1964.

Sidio Corradi foto Pinterest.it

Comunque, per tornare al match con i lusitani, in quel periodo il Benfica, era allenato da James Hagan che, da giocatore, era cresciuto nel Liverpool, era in seguito passato giovanissimo al Derby County e si era poi affermato nello Sheffield United, mentre da allenatore la sua carriera si sviluppò principalmente in Portogallo (dopo il Benfica, passerà ai rivali cittadini  dello Sporting Lisbona). Sotto la sua guida il Benfica si presentava al Ferraris di Genova reduce dalla vittoria del titolo nazionale e, sempre sotto la sua direzione, il club portoghese avrebbe vinto anche quello della stagione che stava per cominciare.

Le cronache della partita registrano una prestazione rossoblù all’altezza del rango dell’avversario. In marcatura su Eusebio fu messo Giorgio Bittolo, un centrocampista con buone caratteristiche offensive che però sapeva anche difendere, tanto che concluse la carriera giocando da libero.

C’è una foto di quell’incontro, fatta ad inizio partita,  in cui la squadra del Genoa ha un’insolita e suggestiva maglia bianca con una striscia diagonale rossoblù (in questa foto si vedono anche i  gagliardetti  del  Benfica  in  mano  a Boero, che era il massaggiatore, e al capitano Derlin).

Nella fotografia, partendo dai giocatori in piedi da sinistra, mi era sembrato di riconoscere: Lonardi, Speggiorin, Cini, Turone, Ferrari, Benini.
E poi, accosciati, sempre partendo da sinistra: Boero (massaggiatore), Simoni, Derlin, Manera, Perotti, Bittolo.

La cosa che mi aveva colpito era proprio l’assenza di Sidio Corradi. Prima di tutto perché era uno dei giocatori più rappresentativi del Genoa di quegli anni, e poi anche perché sapevo che risultava essere uno dei marcatori di quella partita. Così, confidando nella gentilezza e nella disponibilità di Sidio Corradi, ho deciso di rivolgere direttamente a lui questa domanda. E devo dire che Sidio non solo ha chiarito il mistero ma,  pur con le comprensibili difficoltà a rievocare un fatto sportivo che risale a quasi 50 anni anni fa, mi ha aiutato a ricostruire i momenti topici di quella partita. Fatta questa doverosa premessa, possiamo quindi dare spazio al suo resoconto:

“Quel giorno al Ferraris c’era una bella cornice di pubblico. Inizialmente non ero negli undici di partenza, perché venivo da un infortunio. I lusitani si erano portati in vantaggio al 50’ con gol di Artur Jorge. E io, che ero entrato verso la fine del primo  tempo, feci il gol del pareggio una quindicina di minuti dopo. Fu un’azione di contropiede: con Balestrieri tagliammo la difesa avversaria. A quel punto, il pallone arrivò nelle mie vicinanze. Riuscii ad anticipare Zeca e a superare il portiere Fonseca, con un tiro a pallonetto che si infilò nella porta dei portoghesi. Ma il mio gol fu vanificato, all’83, da quel grande campione che era Eusebio che riuscì a segnare  la rete del definitivo vantaggio dei portoghesi con un gran tiro dal limite”.

A quanto detto dal grande giocatore rossoblù, posso solo aggiungere che è forse giusto sottolineare come Eusebio non fosse l’unico attaccante dalle grandi capacità realizzative: Artur Jorge, autore della prima marcatura in quell’incontro, in 95 partite giocate con il Benfica fece quasi 80 gol.

Inoltre, andrebbe tenuto presente che, due giorni prima della partita con il Genoa, il Benfica aveva battuto il Cagliari per 4 a 1 e due giorni dopo avrebbe battuto l’Atalanta per 4 a 2. Alla luce di questi risultati la sconfitta del Genoa era da considerarsi più che onorevole e Arturo Silvestri poteva probabilmente dirsi soddisfatto.

Non a caso, nell’articolo de “La Gazzetta dello Sport”, uscito all’indomani dell’incontro, Giuseppe Castelnovi scriveva: “Un Genoa che tiene testa ad un Benfica spettacolare […] Sul finire, i portoghesi si sono un po’ innervositi, forse perché non erano riusciti a mettere al tappeto l’avversario […]  Il Genoa ha dimostrato di essere in una condizione già soddisfacente”.

IL TABELLINO:

23 AGOSTO 1971. Genova, stadio Luigi Ferraris (spettatori oltre 30.00) Genoa-Benfica 1-2 (primo tempo: 0-0).

Marcatori: Jorge al 50’, Corradi al 65’, Eusebio all’83’.

Benfica: Fonseca, Malta, Humberto, Zeca, Adolfo (Baptista dal 68’), Rodriguez, Nené, Artur Jorge, Eusebio, Simoes (Graca dal 63’).

Genoa: Lonardi (Buffon dal 46’), Manera, Ferrari (Rossetti dal 46’), Benini, Turone, Perotti (Maselli dal 46’), Simoni, Cini (Balestrieri dal 46’), Bittolo, Speggiorin (Corradi dal 38’).

Arbitro: Giovanni Picasso di Chiavari.

Nota dell’autore: nell’articolo  de “La Gazzetta dello Sport”, c’è un’evidente incongruenza. Secondo il cronista sportivo, ci sarebbero state due sostituzioni riguardanti Bittolo che sarebbe entrato al 46’ al posto di Derlin e sostituito nello stesso minuto da Piccioni. Esiste una foto di Bittolo scattata ad inizio partita, e ne esiste un’altra fatta durante il match, foto -quest’ultima- in cui si vede il centrocampista genoano in marcatura su Eusebio. Inoltre, lo stesso giornalista nell’articolo dice che Bittolo è restato in campo per 90 minuti e che è stato molto efficace in marcatura su Eusebio, soprattutto nel primo tempo. Per questo motivo, credo si debba ritenere un errore il riferimento alla sostituzione di Bittolo.

Da tifoso genoano, concludo ringraziando di cuore Sidio Corradi per avere voluto condividere con me i suoi ricordi di quella partita.

Classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla Casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro di ricerca storica intitolato "Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano", Urbone Publishing, 2019 e "Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità", Mimesis Edizioni, 2020. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali.

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