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Le Penne della S.I.S.S.

Campioni dimenticati – La vittoria dell’U.S. Novese nel campionato Figc del 1922

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Raffaele Ciccarelli) –

Ci sono eventi che il tempo rende confusi, lontani ricordi, ingrigiti dalla polvere sempre più spessa che li ricopre, quasi a nasconderli, trasportandoli nell’oblio

Nel caso di eventi sportivi, semplici numeri o citazioni in albi d’oro che celano storie, che non rendono onore agli sforzi e alle fatiche degli uomini che hanno compiuto l’impresa.

Nel frenetico calcio di oggi è facile farsi travolgere dall’attualità, ma ci sono avvenimenti lontani che giova, di tanto in tanto, ritrovare anche per capire meglio certe dinamiche che oggi ci sembrano scontate.

Bisogna quasi risalire ai primordi del nostro calcio, un calcio ruspante e già litigioso, una caratteristica quasi endemica del nostro vivere il gioco del pallone.

Sono poco più di vent’anni che esso rotola lungo la Penisola, a farla da padrone sono le squadre del Nord industrializzato che hanno sempre la meglio, in maniera larga, sulle rappresentanti del Sud che arrivano a sfidarle per il titolo.

La stagione 1919/1920 si era conclusa con la vittoria della Pro Vercelli (che superò in finale il Pisa, 2-1), ma la vera partita ci fu in sede assembleare.

Il calcio stava crescendo in maniera esponenziale, l’organizzazione sempre più macchinosa, “tutto era diventato più difficile nel dopoguerra, per la crescita numerica dei club che vantavano il diritto di partecipazione alla grande corsa per lo scudetto. L’affollamento delle pretendenti rese mastodontico il campionato di prima categoria.”[1]

Si formarono due fazioni: una che voleva si facesse “luogo alla fin troppo procrastinata riduzione del numero delle squadre della massima serie”[2]; un’altra voleva “una selezione meno severa, per favorire la promozione capillare del calcio e in nome dell’equità sportiva.”[3]

Incaricato di dirimere la questione con una modifica dei campionati fu Vittorio Pozzo, il cui Progetto “prevedeva due gironi geografici, di dodici squadre ciascuno, le vincenti di ogni girone avrebbero disputato la finale per il titolo.”[4]

Il Progetto Pozzo fu, però, bocciato, lo scisma da formale diventò definitivo, così le società maggiori uscirono dalla Federazione e andarono a formare la Confederazione Calcistica Italiana.

Naturalmente fu il campionato di quest’ultima, poi riconosciuto dalla Figc, ad essere maggiormente seguito per il blasone delle squadre iscritte, e fu appannaggio nuovamente della Pro Vercelli, il ricordo vuole, però, andare soprattutto su quello, peraltro ufficiale, gestito dalla Figc perché, come chiosato all’inizio, alla fine si ricorda più il secondo del primo.

A questo campionato di Prima Divisione parteciparono quarantasette squadre, e su tutte iniziò a distinguersi il cammino dell’US Novese.

Novi Ligure, la cui squadra era, ed è, la rappresentante, non è certo famosa per il calcio, essendo da sempre legata al ciclismo, già luogo natio di Costante Girardengo e putativo di Fausto Coppi (che era nato nella vicina Castellania), sede di partenze e arrivi di svariate tappe del Giro d’Italia, oltre che del Museo del Ciclismo.

Inoltre, la squadra di calcio era stata fondata solo tre anni prima, voluta da “…Mario Ferretti, il Sire, il padre di quel Mario Ferretti junior che 30 anni dopo da radiocronista Rai divenne il cantore di un altro novese di adozione, Fausto Coppi”[5], per cui nessuno pensava potesse ottenere un risultato così importante, chiaramente favorito dalla mancanza delle grandi squadre.

Gli alessandrini superarono la fase regionale qualificandosi per il girone di semifinale, dove ebbero la meglio su Petrarca Padova e Pro Livorno, conquistando la finale dove avrebbero conteso il titolo alla Sampierdarenese, che a sua volta aveva primeggiato su Spal e Esperia Como.

Le due finali del 7 e 14 maggio del 1922, a Sampierdarena e a Novi Ligure, furono abbastanza scialbe, povere di emozioni e di contenuti tecnici, si conclusero entrambe sul nulla di fatto, rendendo necessario lo spareggio, giustificando in un certo modo il maggiore interesse per il campionato CCI, di certo più avvincente e valido tecnicamente.

La terza e decisiva sfida, disputata a Cremona, fu una gara più emozionante, ma sempre in equilibrio, le reti di Neri per la Novese e Mura per la Sampierdarenese portarono il match ai supplementari, e solo nel finale di questi Gambarotta trovò il gol della vittoria, per lo storico scudetto della Novese.

1921–22_US_Novese_-_Luigi_Cevenini Fonte Wikipedia

Luigi ‘Zizi’ Cevenini III, uno dei famosi fratelli Cevenini, Wikipedia

Una squadra che “…era una corazzata fatta di elementi di primo piano: Stritzel, i fratelli Cevenini (I e III come usava allora individuarli nei tabellini), Asti, Neri, e tanti altri come Vercelli che costituivano una compagine così forte da portare in cima al tetto del calcio italiano una squadra semisconosciuta a molti.”[6]

E allora citiamolo tutto, questo undici, almeno negli elementi più impiegati: Silvio Stritzel, Luigi Vercelli, Gaetano Grippi, Emilio Bonato, Leonida Bertucci, Mario Toselli, Carletto Gambarotta, Ettore Neri, Luigi Cevenini III, Aristodemo Santamaria I, Mario Parodi.

La Novese campione FIGC 1922.

La Novese campione FIGC 1922 wikipedia

Quella squadra fu “una meteora […] apparsa e scomparsa con uguale rapidità nel cielo calcistico italiano”[7], e ancora più importante a posteriori, perché la vittoria della US Novese nel campionato Figc, e della Pro Vercelli in quello CCI, segnò la fine del protagonismo del calcio di provincia, infatti: “Dopo la riunificazione tra la Figc e la CCI – avvenuta nel 1922 sulla base di un compromesso che allargava il massimo campionato a 36 squadre – il calcio provinciale mostrò i suoi limiti di fronte alle squadre metropolitane…”

Un calcio cui guardiamo con nostalgia oggi, dove tutto è tecnologizzato e dove domina il business non dobbiamo mai dimenticare questi eroi che hanno contribuito, con le loro gesta pionieristiche e a volte eroiche, alla crescita e diffusione del gioco del calcio, ricordando eventi che per le attuali dimensioni del movimento non potranno più accadere.

 

Bibliografia

Brera, Storia critica del calcio italiano, Bompiani, Milano 1975

F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano 1920 – 1922, Conti Editore, Roma

Iappini, Novi Ligure, la città dello scudetto, in www.ilnobilecalcio.it

Papa/G. Panico, Storia sociale del calcio in Italia, Il Mulino, Bologna 2002

Pratelli/P. Scardillo, Il libro tricolore del calcio italiano, Milano Libri Edizioni, Milano 1974

 

Wikipedia

[1] A. Papa/G. Panico, Storia sociale del calcio in Italia, Il Mulino, Bologna 2002, p. 111

[2] C. F. Chiesa, La grande storia del calcio italiano 1920-1922, Conti Editore, Roma, p. 87

[3] Ibidem

[4] G. Brera, Storia critica del calcio italiano, Bompiani, Milano 1975, p. 61

[5] M. Iappini, Novi Ligure, la città dello scudetto, in www.ilnobile calcio.it, 31/12/2020

[6] Ibidem

[7] P. Pratelli/P. Scardillo, Il libro tricolore del calcio italiano, Milano Libri Edizioni, Milano 1974, p. 32

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allenatore di calcio professionista, si dedica agli studi sullo sport, il calcio in particolare, dividendo tale attività con quella di dirigente e allenatore. Giornalista pubblicista, socio Ussi e Aips, è membro della Società Italiana di Storia dello Sport (Siss), dell’European Committee for Sports History (Cesh), dell’Associazione dei Cronisti e Storici dello Sport (La-CRO.S.S.). Relatore a numerosi convegni, oltre a vari saggi, ha pubblicato: 80 voglia di vincere – Storia dei Mondiali di Calcio (2010); La Vita al 90° (2011), una raccolta di racconti calcistici; Più difficile di un Mondiale – Storia degli Europei di Calcio (2012); Il Destino in un Pallone (2014), una seconda raccolta di racconti calcistici; Lasciamoli giocare-Idee per un buon calcio giovanile (Edizioni del Sud, Napoli 2016). Per GliEroidelCalcio in convenzione S.I.S.S.

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