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Storie di Calcio

12 Febbraio 1997 – “Magic Box” espugna Wembley

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Davide Dentico) –

Un lampo, un fulmine. Zola, venticinque anni fa, regalò all’Italia, la vittoria contro l’Inghilterra nella gara di qualificazione ai Mondiali di Francia ‘98.

Sono arrivate le nozze d’argento. Si oggi, 12 febbraio, di 25 anni fa, Gianfranco Zola ci regalò il successo contro l’Inghilterra nel tempio della squadra Britannica: Wembley. Chi l’avrebbe detto che più o meno ventiquattro anni dopo gli azzurri, sempre in quello stadio, vinsero l’Europeo? Nessuno.

Adesso, però, torniamo a quel successo del ‘97. Inghilterra e Italia si affrontavano nella gara di qualificazione ai Mondiali di Francia ‘98. Gli azzurri tornarono in Gran Bretagna, dopo aver fallito la qualificazione ai quarti negli Europei dell’anno precedente. Ecco tornando indietro a quella competizione continentale c’è un altro particolare che lega quelle partite alla sfida di 25 anni fa: un rigore sbagliato.

Si, nell’ultima partita, dell’Europeo del ‘96 giocato all’Old Trafford, l’Italia affrontò la Germania e durante la partita gli azzurri ebbero l’occasione di calciare un rigore e di andare in vantaggio ma quel tiro dagli 11 metri venne sbagliato. La partita terminò 0 a 0 e la squadra, allora allenata da Sacchi, venne eliminata per essere arrivata a pari punti con la Repubblica Ceca ma terza nel girone per aver perso lo scontro diretto.

Ecco, proprio, il rigorista che sbagliò fu Gianfranco Zola. L’ex giocatore di Napoli e Parma, in nazionale, non era ancora riuscito ad essere determinante con la sua classe e la sua qualità e, nella notte di Wembley ebbe l’occasione perfetta. È il 19’ Costacurta fece partire un lancio lungo da prima di metà campo, lui si inserì, stoppò la palla in maniera elegante e da posizione defilata fece partire un tiro che si insaccò tra il palo e il portiere e diventò’ il “match winner” della serata.

Serata perfetta per lui e per l’Italia che, dopo vent’anni, tornò a vincere contro l’Inghilterra in terra britannica.

Lui, tra l’altro si era a trasferito a Londra pochi mesi prima (sponda Chelsea) e infatti a fine partita scherzò su questo dicendo che per qualche giorno sarebbe stato meglio non farsi vedere.

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Trent’anni di amore per il calcio e da dieci che cerco di raccontarlo in tutti i modi. Dalla carta stampata, alla web radio, dai social ai siti web. Una passione unica. Mi piace confrontarmi, dialogare, scrivere, documentarmi e ricordare diversi momenti che hanno reso magnifico questo sport.

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