La Penna degli Altri

La Superlega e le analogie con il passato

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Storia e analogia con il passato, nell’articolo realizzato da Linkiesta, in cui si racconta la “secessione” del calcio italiano relativa alla stagione 1921/22. Ve ne proponiamo uno stralcio.

[…] nel 1921 avevano partecipato ben 88 squadre, di cui 64 del Nord e 24 del Sud. Oppressi dalle troppe trasferte e da un calendario interminabile, gli “squadroni” dell’epoca diedero allora l’incarico di studiare una nuova formula a un giovane tecnico. […] Il suo nome: Vittorio Pozzo. Pozzo studiò e propose di dividere le squadre del Nord tra quattro serie in base a «valore tecnico del momento, anzianità, saldezza finanziaria», con retrocessioni e promozioni. Ma i “piccoli” si ribellarono: umiliazione a parte, la perdita dell’occasione di essere visitate dagli squadroni avrebbe significato per loro una ghigliottina fatale negli incassi proprio nel momento in cui iniziava a delinearsi nel calcio un grande business spettacolare. Poiché erano maggioranza, i 40 club del Nord destinati al declassamento bloccarono la riforma. Ma a quel punto furono gli squadroni a fare secessione, e nacque così la Confederazione Calcistica Italiana, Cci.

[…] In quella stagione gli Azzurri disputarono anzi quattro partite. Fu 1-1 con la Svizzera a Ginevra il 6 novembre 1921, con una formazione tutta di giocatori del «campionato decauville»: tre della Novese, due della Lucchese e uno a testa per Valenzana, Spes Genova, Reggiana, Virtus Bolognese, Sampierdarenese e Saronno.

[…] Anche il netto successo di pubblico e incassi degli scissionisti sugli ortodossi favorì infine il compromesso. La Cci rientrò infatti su una formula per il Nord di 36 squadre su 3 gironi, di cui però solo 11 del «campionato decauville». Un nuovo scontro si accese nel 1924 quando la Juventus di Giovanni Agnelli comprò il terzino Virgilio Rosetta dalla Pro Vercelli, e la Figc decise di annullare tutte le partite in cui il «mercenario» aveva giocato. Per solidarietà con i bianconeri, la Lega Nord, dominata ormai dagli ex-«confederati», minacciò una nuova scissione. […] Di lì a poco sarebbe divenuto presidente della Figc Leandro Arpinati: ras di Bologna, grande tifoso della squadra omonima, e pilota della nascita del girone unico, dal 1929-30.

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(LINKIESTA.IT di Maurizio Stefanini)

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