La Penna degli Altri

Maurizio e i 25 mila biglietti di partite di calcio: «M’ispirò Vicenza-Chelsea»

Published

on

CORRIERE DELLA SERA (Alessandro Fulloni) – SAVIGNANO SUL PANARO (Modena)– «Ho cominciato per caso nel 1995, dopo essermi accorto di aver riempito una scatola da scarpe con i biglietti delle partite di calcio che avevo visto sin da bambino e dopo aver letto sul Guerin Sportivoil piccolo annuncio di un signore di Pavia, poi diventato un caro amico, che voleva scambiarli». Ora Maurizio Montaguti, 62 anni, di Savignano sul Panaro, nel Modenese, la cui storia è stata raccontata giorni fa dalla Gazzetta di Modena, possiede una collezione-record di circa 25 mila biglietti. Ha di tutto: dalla «partita del secolo», ovvero Italia-Germania 4 a 3, a sfide nei campetti amatoriali in Asia e Africa. Biglietti catalogati con metodicità da amanuense in tre stanze al quarto piano di una casa che pare un museo: centinaia di schedari — divisi per squadre, campionati, continenti — contengono uno sterminato «zibaldone» calcistico.

Il «pezzo forte»

Il «pezzo forte» — «ottenuto dopo un’asta su eBay» — è Uruguay-Argentina, prima finale mondiale disputata davanti a 93 mila spettatori a Montevideo il 30 luglio 1930. Salvo quelle del 1934 e del 1938 — «ma ci sto lavorando…» — le partite azzurre ai mondiali ci sono quasi tutte. I biglietti di Mexico ‘70 «sono i più belli e colorati, sembrano composizioni astrattiste». Poi la Serie A e le coppe, con la raccolta divisa persino tra gradinate, curve e distinti. La collezione di Maurizio — geometra in pensione, sposato, un nipote di 3 anni — è una specie di storia del calcio per immagini. C’è il biglietto per lo spareggio Bologna-Inter (7 giugno 1964, 2-0 per i rossoblù che vinsero lo scudetto) attaccato «con scotch biadesivo» su una pagina corredata dalla scheda del match; c’è quello, azzurrino, della finale di Coppa dei Campioni del 5 maggio 1983, quando Felix Magath, centrocampista dell’Amburgo, gelò con un tiro da lontano al nono minuto del primo tempo le speranze della Juventus di vincere la partita.

Da Vicenza-Chelsea

Ed ecco l’anno dopo Roma-Liverpool, altra finale sempre di Coppa. E altra delusione sugli spalti. Sul biglietto spicca un re di spade che regge un pallone: è il 30 maggio del 1984. Si finisce al rigori, Bruno Conti e Francesco Graziani ne sbagliano due decisivi e gli errori ammutoliscono l’Olimpico. Un bel pezzo della raccolta è stato costruito dopo Vicenza-Chelsea, semifinale d’andata — era il 16 aprile 1998 — di Coppa delle Coppe. «Come altre volte», ricorda, «stazionavo fuori dallo stadio, attendendo il fischio finale e l’uscita dei tifosi dai quali elemosinavo i biglietti». Maurizio quella sera ne raccolse circa 150: «Ancora non lo sapevo, ma presto sarebbero diventati un piccolo tesoro». Il Chelsea passò il turno e il mese dopo vinse la Coppa, entrando stabilmente fra le «grandi» d’Europa. Il valore dei biglietti s’impennò, diventando d’improvviso una preziosissima merce di scambio.

Gli scambi

Forte di quel «capitale», Maurizio recuperò tagliandi a non finire «perché più ne hai e più ne puoi scambiare» racconta il pensionato, ex difensore del Savignano — «mai andato più in là della seconda categoria — pazzo per il calcio, «scritto, parlato e giocato» e per i biglietti. «Per questuarli rimasi fuori dallo stadio», prosegue, anche durante Francia 1998 e Germania 2006 dove letteralmente «sgomitai con altri collezionisti — sono sparsi in tutto il mondo, tesserati in associazioni e in costante contatto sui social— riconosciuti subito per la tenacia che, come me, mostravano nell’abbordare gli ultrà».

L’arrivo del postino

S’illumina raccontando del «momento bellissimo alla mattina, quando il postino suona per consegnarmi i biglietti che ho richiesto in giro per il mondo». E non fa differenze, nel riempire gli schedari, tra le cavalcate del Milan in Champions e l’Acireale che dall’Interregionale sale in serie D. Quello che conta è arricchire la collezione. Del Modena — di cui è tifosissimo — ha proprio tutto, anche il biglietto della sua «prima volta» allo stadio. Una filastrocca che comincia così: «Piccoli, Lodi, Matricciani… era il 12 novembre 1972 contro il Viareggio in Serie C». Maurizio ha un solo rammarico, non essere riuscito a coinvolgere la moglie Angela nel suo hobby. Con suo marito, la signora Montaguti è decisamente tassativa: «La polvere dagli schedari la devi togliere tu».

Articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 26 febbraio 2019

più letti

Exit mobile version