Storie di Calcio

Scudetti Contesi – ESCLUSIVO – Rizzoglio a GEdC: “Favorevole agli ex aequo”

Published

on

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) –

Una vicenda ancora da definire e forse una storia da riscrivere … Parliamo degli “Scudetti contesi” …

Nei giorni scorsi l’Avv. Mignogna, che perora le cause della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni,

e di fatto è favorevole agli ex-equo.

Abbiamo raggiunto il Dott. Rizzoglio, che perora le cause del Genoa, per sapere il suo parere in particolare sullo scudetto 1914/15, quello sospeso per la Grande Guerra.

Di seguito le sue parole:

Giancarlo, sembra che per quanto riguarda la vicenda degli “ scudetti contesi “ qualcosa si stia muovendo in ambito federale … 

“ Sì, secondo alcuni in primavera, dopo i play off per i mondiali, il Consiglio Federale dovrebbe, in un senso o nell’altro, definire la vicenda. Qualcuno avanza anche l’ipotesi che il Consiglio possa organizzare un incontro tra i vari enti museali e fondazioni dei club interessati. In questo caso, noi siamo pronti “. 

E visto che ci avviciniamo all’epilogo, un po’ tutti gli storici di parte si affrettano a stringere il cerchio. Sono proprio di questi giorni le dichiarazioni dell’avv. Mignogna, a capo del ricorso laziale per il torneo 1914/15, che oltre a parlare di tre titoli ex aequo per tutti i campionati discussi, sostiene che la Lazio fosse già stata dichiarata campione dell’Italia Centro-meridionale, mentre al Genoa manchi di fatto una delibera che comprovi l’assegnazione del titolo italiano. Vuoi replicare? 

“ Anzitutto, premetto che ho sempre molto rispetto del lavoro altrui, perché solo chi conduce una ricerca storica sa quali e quante difficoltà si incontrano nel reperire documenti e dati per fare luce su certi avvenimenti. Chi invece, al di là delle diverse opinioni, getta discredito con toni sprezzanti su chi porta avanti una tesi suffragata da precisa documentazione, non merita neppure lo sforzo per alcun tipo di replica. Detto questo, mi si consenta però di non condividere certe conclusioni di parte laziale, per le quali ho già avuto modo di esporre più volte il mio punto di vista. Continuare a riferirsi a L’Italia Sportiva quale documento comprovante il conseguimento del titolo Centro-meridionale da parte della Lazio, francamente mi lascia molto, molto sorpreso. Abbiamo già detto, quel giornale, insieme a La Gazzetta dello Sport, fu considerato – attenzione, esclusivamente per i comunicati federali – quale organo ufficiale della Federazione. Tale comunicazione avvenne il 10 ottobre 1920. Ora, un semplice articolo di ben quattro mesi prima, cioè del 18 giugno, sullo stesso giornale, che racconta gli avvenimenti del campionato 1914/15, riporta un evidente errore del giornalista, il quale, dicendo che la Lazio si sarebbe ripresa la rivincita sul Pisa, rivale appunto del girone centrale, le terminò davanti appena prima dell’entrata in Guerra dell’Italia, vincendo – scrive il giornalista – il girone centro-meridionale. Un’evidente svista, su un semplice articolo redatto per giunta ben prima della comunicazione ufficiale del ruolo di rappresentanza de L’Italia Sportiva per i comunicati federali, che invece a Roma viene inspiegabilmente presa come prova dell’acquisizione della Lazio del titolo centro-meridionale “. 

Quindi a tuo parere non esiste neppure un documento che attesti l’acquisizione di quel titolo da parte della Lazio? 

“Infatti. Anzi, ci sono precisi documenti che attestano proprio il contrario. Mi riferisco all’Almanacco Baccani del 1919 che fotografando il finale del campionato indica la Lazio quale vincitrice del solo girone Centrale“. 

Se è per questo a Roma continuano anche a dire che il titolo italiano non è stato assegnato al Genoa, che è invece considerato vincitore solo del girone settentrionale … 

“ Anche qui sono costretto a ripetermi. La Stampa del 9 maggio 1919 dichiara che con una delibera la Federazione classifica il Genoa primo nelle gare di campionato 1915. Ebbene, su questa frase ho assistito ad un equilibrismo dialettico che a tratti mi ha persino divertito. Si è detto che “primo nelle gare di campionato 1915” poteva benissimo far pensare al solo girone settentrionale. Probabilmente dimenticandosi quanto La Stampa avrebbe scritto appena tre giorni più tardi …” 

Ce lo vuoi ricordare? 

“ Che il Genoa è stato proclamato campione 1915. Vogliamo fare equilibrismo dialettico anche su questo? “. 

Sì, però sei stato proprio tu a dire che il titolo è stato definitivamente assegnato nel 1921 … 

“ Certo. A quella decisione del 1919 si erano appellate Torino e Inter, e non la Lazio. A Roma sanno perfettamente che la rivista Genoa Club del 1921 arrivava anche in Federcalcio, perché allora il Genoa era il club di riferimento per tutti. Ebbene nel settembre 1921 Genoa Club dichiara che alla squadra del Genoa è stato definitivamente assegnato il titolo di campione d’Italia 1914/15, con tanto di consegna delle medaglie. Se non fosse stato vero, pensate che la Federazione se ne sarebbe stata zitta? Non solo. Se ricordi, ti avevo anche spiegato come l’Almanacco Italiano del Giuoco del Calcio 1926/27 a pag. 36 considera il girone settentrionale come il vero e proprio campionato italiano, senza neppure menzionare e prendere in considerazione quello centrale e quello meridionale. Infatti, il girone finale settentrionale è menzionato semplicemente come girone finale. Un campionato, dice l’Almanacco, che dopo la guerra venne attribuito al Genoa. Devo continuare?” 

Prego …  

“ Il grande Vittorio Pozzo, già allora molto inserito ed apprezzato nei ranghi federali, dichiarò a Il Calcio Illustrato del 1949 che nel primo dopoguerra il Consiglio Federale assegnò ugualmente il titolo al Genoa. E poi tanti altri documenti che non menziono per mancanza di tempo “. 

Mi sembra di capire che a Roma e a Genova su questo argomento si sia rimasti sulle stesse posizioni iniziali … 

“ Per forza. Sono mesi che sono in attesa di ricevere dagli amici di Roma novità documentali che possano farmi cambiare idea, ma leggo e ascolto sempre e solo le stesse argomentazioni che sono per lo più frutto di interpretazioni, certamente rispettabili, ma del tutto personali, senza avanzare nulla di oggettivo “. 

Mi sembra di capire che tu rimani contrario all’assegnazione ex aequo dello scudetto alla Lazio … 

“ Non ho detto questo. La FIGC nel 1915 fece una grande ingiustizia, come, per ragioni diverse, la fece anche nel 1924/25 e nel 1926/27. Nel 1915 la fece anzitutto nei confronti del Genoa, impedendogli di vincere proprio all’epilogo del torneo un titolo ampiamente meritato, salvo poi riconoscerglielo con una decisione postuma che ha dato adito ad altri di reclamarlo in ex aequo soltanto ai nostri giorni. Il tasso tecnico della Lazio era molto superiore alle squadre campane, e il suo ingresso in finale contro il Genoa era pressoché quasi certo. I valori etico-sociali, la cultura e la mentalità di inizio Novecento erano ben diversi da quelli attuali. Con l’ottica dei nostri giorni ora si vuole far emergere un’ingiustizia perpetrata alla Lazio, in quanto, se all’epoca a livello tecnico non poteva in pratica competere col Genoa, le sarebbe stata negata l’opportunità, seppur molto remota, di vincere il titolo italiano. Ebbene, con questa chiave di lettura non posso che essere d’accordo    anch’io “. 

Ma allora ci sarebbe anche l’Internazionale Napoli … 

“ Precisiamo una cosa. A mio avviso, tutta questa vicenda degli scudetti contesi deve servire primariamente alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il fatto di riconoscere di aver sbagliato, per ragioni diverse, in quei campionati, sarebbe un atto di forza tale da costituire un formidabile propellente per investire nel proprio futuro, riordinando un albo d’oro che valorizzerebbe ulteriormente quattro club che hanno fatto la storia del calcio italiano. Premiando Lazio, Genoa, Bologna e Torino, la Federcalcio riporterebbe al centro della propria attività i veri valori da cui è partito il nostro football, dimostrando che esso non è solo legato al vortice del business attuale, ma soprattutto a quei principi e a quegli ideali che hanno fatto appassionare a questo sport l’Italia intera. Ecco, da questo punto di vista, davvero non so quanto sia importante assegnare un titolo ex aequo ad una squadra estinta quasi un secolo fa, l’Internazionale Napoli, che neppure ha una continuità di matricola diretta con l’attuale Napoli. Io sono anche uno storico, uno storico pragmatico, nel senso che leggo sempre la storia in funzione di quello che può dare al presente e soprattutto al futuro. In questo senso, gli atteggiamenti di stizza li lascio ad altri “. 

Quindi sei favorevole all’assegnazione di tre ex aequo per i campionati 1914/15, 1924/25 e 1926/27? 

“ Certo che lo sono. Non dimentichiamo che nel nostro albo d’oro un ex aequo, seppur con principi e criteri assolutamente diversi, c’è già. E’ quello del campionato 1921/22, assegnato alla Novese, vincitrice del campionato FIGC, e alla Pro Vercelli, vincitrice del campionato CCI. Titoli italiani che sono entrambi riconosciuti alle due squadre alla stregua di un ex aequo. Gli ex aequo per i campionati contesi rimane l’unica soluzione, sulla base del criterio olimpico, per ricomporre quei campionati senza aggiungere ingiustizia all’ingiustizia. E applaudire la FIGC per un atto equo, giusto e di prospettiva per il futuro del calcio italiano”.    

Non resta che aspettare la Primavera? La linea sembra quella degli ex aequo? Non abbiamo certezze ma …

  

più letti

Exit mobile version