La Penna degli Altri

Guido Masetti, “primo portiere”, oggi più di ieri

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IOGIOCOPULITO.IT (Paolo Marcacci) – […] per sapere come calciasse un attaccante avversario bisognava leggere attentamente i resoconti del lunedì, sui principali quotidiani: termini arcaici e roboanti aggettivi, pesanti quasi quanto gli scarpini, ch’erano ferri da stiro, o come il pallone che sembrava di ghisa.

[…] Guido Masetti, che alla Roma, se avesse potuto, ci sarebbe andato ancora prima dell’estate del 1930, come se già da giovanissimo portiere gialloblù avvertisse che il suo destino lo attendeva lontano dalla città natale, lungo i saliscendi dei Sette Colli.

Roma gli aprì le braccia, lui le mise i guanti.

Prestante ed esplosivo, non troppo alto; maestro nel piazzamento e reattivo come un gatto, tra i pali. Quando se ne allontanava, perché gli toccava uscire, non si sentiva né veronese di nascita, né romano d’adozione, perché allontanandosi dalla porta poggiava il tallone, quello achilleo, sulla sua personale terra di nessuno, laddove era più facile fargli gol, come raccontano tante di quelle cronache dove ancora oggi possiamo leggere tutto ciò che non vedremo mai, che possiamo soltanto immaginare, […] difendeva anche il morale della Roma, oltre alla rete, […] per la “canzona” di Testaccio, dove lui non è soltanto l’estremo difensore: è “primo portiere”, quasi una carica onorifica, o un quarto di nobiltà.

E nobilitante, per sé e per la Roma, fu il lungo viaggio con la maglia sulle spalle, indossata da giovane, dopo esser venuto via da un Verona che non voleva saperne di lasciarlo andare, salutata nell’anno in cui il primo scudetto le abitava in petto, dopo la vittoria dell’anno precedente, gioia salvifica per un popolo fiaccato dalla guerra e dalla dittatura.

Tredici anni, per poi tornare due volte in panchina, […] 338 presenze in Serie A con la maglia giallorossa, Campione d’Italia nel 1942: primo portiere, a tutti gli effetti, oggi più di ieri.

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