Storie di Calcio

108 anni di Avellino

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“Esiste in Italia una squadra che gioca come il Brasile, che profuma di cibo genuino e campi in fiore. Una squadra che, però, non è brasiliana: si chiama Avellino” (Gianni Brera)

I colori sociali sono poco comuni nel panorama calcistico. La maglia della mitica stagione ’80 è un pezzo ricercato e costoso. Sarà quel suo essere diverso, quella voglia di rappresentare un’alternativa al Napoli (nel contesto campano), oppure quel legame viscerale ad un territorio bello, aspro e sfortunato.

L’Avellino è un club particolare, uno di quelli rimasti nella memoria collettiva del calcio di un tempo. Fondato il 12 dicembre del 1912, ha avuto i suoi maggiori successi nel decennio d’oro del calcio azzurro, quello iniziato con l’Europeo 1980.

L’apertura delle frontiere agli stranieri e l’arrivo di calciatori che avrebbero poi segnato un’epoca. Il primo fu l’iconico Juary, l’uomo dai gol belli e decisivi e dall’esultanza originale. Poi arrivarono il peruviano Barbadillo, l’argentino Diaz e i brasiliani Batista e Dirceu.

Tra il 1978 ed il 1988, nove consecutive furono le salvezze conquistate dai Lupi, con il Partenio diventato lo stadio fortino difficile da espugnare. L’anno simbolo fu proprio quello del terribile terremoto, con una squadra chiamata a riscattare un popolo intero attraverso il calcio.

Un augurio particolare da parte di tutta la redazione de Gli Eroi del Calcio.

 

Foto USAVELLINO1912.COM

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