Storie di Calcio

I 70 anni di Ivano Bordon

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

Ho avuto la fortuna di entrare nel gruppo della Grande Inter e tutti quei fenomeni si sono dimostrati, oltre che grandi giocatori, anche grandi uomini

La voce pacata e il silenzio del campione. Perché l’omaggio ad Ivano Bordon, nel giorno del suo 70esimo compleanno, è qualcosa di sentito e di doveroso.

Ho avuto la fortuna di intervistarlo e di sentire dalla sua voce i racconti di una carriera da vero numero 1, bandiera dell’Inter a cavallo tra la fine dei ’60 e i primi ’80.

In maglia nerazzurra era arrivato in punta di piedi, appena 18enne. Lo spogliatoio della grande squadra di Herrera, i campionissimi che avevano fatto grande il Biscione. E poi quel Lei che profumava di rispetto e di voglia di imparare. Più di un decennio a difendere il tempio di San Siro, più di un decennio per stabilire un record di imbattibilità al tempo nemmeno concepibile.

Unico tra i grandi.

Perché Bordon rappresentava il portiere coraggioso e pieno di talento, quello che non si lasciava intimorire nemmeno dalla foga agonistica tedesca, quello che rispettava le gerarchie in una Nazionale piena di campioni, quello che avrebbe portato la Samp verso il progetto vincente della famiglia Mantovani.

Pulici e Graziani le sue “bestie nere”, Johann Cruijff il più forte mai incontrato, Anzolin e Vieri i punti di riferimento.

Auguri Ivano.

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