le pillole di antonio capotosto

15 maggio 1960 – La Juventus vince il suo undicesimo Scudetto

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Antonio Capotosto) – Scrivi Renato Cesarini e pensi a uno dei protagonisti del ‘Quinquennio d’oro bianconero’. Ma l’inventore della famosa “zona” è ricordato anche come il direttore tecnico dell’undicesimo scudetto della storia juventina, affiancato da Carlo Parola. Il 15 maggio 1960 la Vecchia Signora sconfiggeva a Torino il Milan e conquistava il tricolore nella quartultima giornata. Nella miglior stagione realizzativa di Omar Sivori, capocannoniere del torneo con 28 reti. Il ‘Cabezon’ voleva proprio il ‘Cé’ e Cesarini riuscì a tenere a freno le famose bizze del furetto argentino dal sinistro implacabile. Era la prima annata in maglia bianconera per Benito Sarti e Sergio Cervato, l’ultima di Bruno Garzena e Antonio Montico. In porta il rampante Vavassori giocò più partite rispetto a Mattrel; i terzini erano Garzena o il giovane classico Castano a destra e lo scattante Sarti a sinistra; al centro Cervato, sorpresa stagionale: risolto un annoso problema a un piede, l’ex viola esibì un’alta qualità di rendimento riconquistando la Nazionale, realizzando anche sei reti. In mediana, Colombo ed Emoli furono perfetti nel proteggere lo stesso Cervato e nell’appoggiare il gioco di centrocampo, al quale offrì un decisivo contributo la regia di Boniperti, il cui magistero risultò decisivo per gli equilibri offensivi. In avanti, Nicolé e Stacchini completavano il contorno alla coppia regina Boniperti-Sivori. Una Vecchia Signora iperoffensiva dal miglior attacco (92 reti) che conquistò il titolo con otto lunghezze di vantaggio sulla Fiorentina.

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