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4 febbraio 1979 – Antonio “Tigre” Ceccarini e quel gol al 93’…

Redazione 4 Febbraio 2019

GLIEROIDELCALCIO.COM – Ci sono stagioni che scrivono la storia, che accarezzano i sogni. Una di queste è sicuramente quella del campionato 1978/79, in cui il Perugia del Presidente D’Attoma e di Ilario Castagner in panchina esprime un grandissimo calcio. Un campionato che non ha mai visto perdere i biancorossi, circostanza che non si era mai verificata in un campionato di serie A sino a quel momento. Quel record, eguagliato solo tredici anni dopo dal Milan, venne scritto con 11 vittorie e 19 pareggi da parte del Perugia che arrivò secondo con quarantuno punti, tre in meno del Milan di Liedholm che si cucì sul petto la stella del decimo scudetto.

Ma c’è stato un momento in cui questa imbattibilità ha vacillato e solo per pochi secondi ha rischiato di non essere più tale.

Il 4 febbraio 1979 il Perugia riceve l’Inter. Nella prima frazione di gioco i nerazzurri controllano agevolmente la gara e in contropiede procurano i maggiori “fastidi” ai padroni di casa. L’Inter, con Altobelli prima e Muraro poi, si porta sullo 0-2, la partita sembra finita. Alla ripresa del gioco Castagner inserisce nella contesa Cacciatori al posto di Redeghieri e gli umbri schiacciano l’Inter e cominciano una partita molto diversa.

Al 54’ un dribbling di Dal Fiume, fatto di finta e controfinta, ubriaca Marini: cross dal fondo per Cacciatori che anticipa di testa Canuti e serve l’accorrente Vannini che di piatto destro insacca a porta vuota per il più facile dei gol. Un gol che infiamma letteralmente il pubblico di fede biancorossa il quale inizia a sostenere la propria squadra incessantemente. Un pubblico che ci crede, perché si rende conto che l’inerzia della partita si è modificata. Il gioco diventa una “guerriglia”, spezzettato e falloso. Al 57′ Fedele subentra a Pasinato nel controllo su Vannini. Proprio Fedele si rende protagonista dei falli più “brutti”: al 75′ entra duro su Bagni che riesce comunque a tornare, seppur dolorante, in campo. Poi un contrasto violento ancora di Fedele con Vannini, con quest’ultimo che si accascia con una smorfia di dolore, rimediando la frattura completa di tibia e perone della gamba destra. Dagli spalti arrivano oggetti in campo e qualcuno definisce Fedele “Assassino”.

Al 93′ Fontolan atterra Speggiorin e Casarsa s’incarica della battuta. Decide di crossare verso la porta, “Speggiorin di testa alzava per Della Martira, che anticipava, sempre di testa Bini, e Ceccarini, ancora con la fronte, depositava in rete, mandando la folla, che sino ad un attimo prima chiedeva la testa dell’arbitro e di Fedele, in delirio” (Cit. Stampa Sera, 5 febbraio 1979).

Un pareggio quindi arrivato in extremis, un pareggio meritato, un pareggio indimenticabile ad opera del “Tigre”, come veniva soprannominato Antonio Ceccarini. Un gol che permette di non far perdere l’imbattibilità al “Perugia dei Miracoli”, che riesce a chiudere quindi il campionato con un incredibile record di zero sconfitte al passivo, e sfiorando lo scudetto. Ceccarini, di quella squadra era un terzino grintoso che rimase a Perugia per ben 7 stagioni, entrando di diritto nel cuore dei tifosi specie dopo questo gol, il suo unico gol in serie A.

Antonio Ceccarini
(1949 – 2015)

Tags: ANTONIO CECCARINI perugia

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