[…] “La maggior parte dei giocatori era in vacanza. E quando ci comunicarono che dovevamo andare in Svezia, ci dicemmo: ‘Va bene, andiamo a giocare queste tre partite e poi riprenderemo le nostre vacanze’. Non ci aspettavamo di compiere alcuna impresa. Volevamo soprattutto evitare di renderci ridicoli”.
[…] Qual è stato il segreto principale del trionfo della Danimarca?
[…] “Direi lo spirito di squadra, ma anche una mentalità vincente. Ci conoscevamo molto bene e questo era un vantaggio. Lavoravamo insieme da cinque, sei anni. Quindi conoscevamo le nostre debolezze e anche i nostri punti di forza. Era un ottimo gruppo. Sapevamo di poter competere contro le migliori squadre del mondo”.
[…] La finale contro la Germania fu la ciliegina sulla torta: 2-0, goal di Jensen e Wilfort, e Danimarca campione d’Europa.
[…] “Eravamo molto stanchi dopo la semifinale contro l’Olanda, in cui giocammo 120 minuti. Avevamo 3 o 4 infortunati. I primi 18 minuti abbiamo sofferto molto. I tedeschi hanno dettato il ritmo della partita, avevano il controllo. E Peter Schmeichel ci ha salvati. […] Con il passare dei minuti, c’era la sensazione che la Germania avrebbe anche potuto giocare tutta la sera e non sarebbe mai riuscita a segnare. Il goal più importante della mia carriera? Sì, e anche della storia della Danimarca”.
(GOAL.COM di Naim Beneddra)
