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Niente Us Open, Sinner spacciato: tutta colpa di Djokovic

Rocco Grimaldi 21 Luglio 2025
Jannik Sinner mani nei capelli

Niente Us Open per Sinner, motivazione sbalorditiva (Foto Instagram - glieroidelcalcio.com)

Jannik Sinner è leggenda con la vittoria a Wimbledon, ma per lui niente US Open il numero uno del mondo rischia grosso.

Sì, perché se da una parte Sinner ha finalmente riscritto la storia del tennis italiano trionfando sull’erba di Wimbledon, dall’altra si apre subito un nuovo scenario che mette in discussione tutto: gli US Open.

Il quarto e ultimo Slam dell’anno si avvicina, e il rischio è che il numero uno del mondo — che oggi si chiama Sinner e non più Djokovic — arrivi scarico, senza il margine che ci si aspetterebbe da un campione reduce da un’impresa leggendaria. E il problema, senza ombra di dubbio, è proprio Novak Djokovic.

Niente Us OPen per Sinner, colpla di Djokovic

A dirlo, con parole molto dirette, è stato Jimbo Connors. L’ex fuoriclasse americano, uno che il tennis lo capisce eccome, nel suo podcast Advantage Connors ha analizzato con lucidità il momento che sta attraversando il serbo. Connors non ha girato intorno alla questione: Djokovic, secondo lui, non ha digerito la sconfitta subita a Wimbledon. La semifinale persa contro Sinner — e persa male, in tre set netti — ha lasciato il segno, e non solo per il risultato in sé. Perdere così, in quel modo, per uno come Djokovic è un colpo duro. Non gli succede quasi mai. Non è abituato. Non è lui.

Sinner e Djokovic
Jannik Sinner e Djokovic (Foto Instagram – glieroidelcalcio.com)

Infatti Connors ha detto chiaramente che Novak ha dato tutto quello che aveva per vincere quel torneo. Ma non è bastato. Ha trovato davanti un Sinner superiore, più lucido, più aggressivo, più pronto. Però attenzione, perché proprio da quella sconfitta potrebbe nascere qualcosa di pericoloso per chiunque lo affronterà a New York. Perché Djokovic sarà anche più lento, con qualche anno in più e con acciacchi inevitabili, ma ha ancora talento e soprattutto ha l’orgoglio di chi ha dominato questo sport per oltre un decennio.

Ecco il punto: nessuno deve dare per finito Djokovic, meno che mai Sinner. È vero, l’italiano arriva da un successo storico, il primo azzurro di sempre a vincere Wimbledon, e questo lo proietta come favorito assoluto per gli US Open. Ma proprio quel trionfo potrebbe diventare un’arma a doppio taglio. C’è il rischio, infatti, che Jannik arrivi al prossimo Slam con troppe aspettative addosso, con tutta la pressione di chi adesso non ha più nulla da inseguire ma tutto da difendere. E in quel contesto, un Djokovic affamato, con l’orgoglio ferito, potrebbe davvero tirare fuori un colpo a sorpresa.

Connors lo ha detto chiaramente: “Djokovic potrebbe trovare un asso nella manica agli US Open. Lì potrebbe sorprendere molte persone”. E non è un avvertimento da poco, visto che arriva da uno che conosce bene cosa serve per vincere a Flushing Meadows.

In sostanza, se Sinner oggi guarda tutti dall’alto in classifica e si gode il momento, sa bene che per confermarsi dovrà fare i conti — ancora una volta — con Novak Djokovic. Perché certi campioni non muoiono mai davvero, e quando meno te l’aspetti tornano a farti male.

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