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Hojlund, i 468 motivi per cui vale già più di Lautaro: il Napoli se lo gode

Marco Giordano 15 Ottobre 2025
Hojlund con la maglia della Danimarca

Hojlund, i 468 motivi per cui vale già più di Lautaro (x.com) - glieroidelcalcio.com

L’impatto devastante di Hojlund con 4 gol in meno di 500 minuti: il Napoli già può pensare ad una plusvalenza record

Partiamo subito con un piccolo spoiler: in nessun caso ci permetteremo di elencare 468 motivi. Neppure per motivare un’eventuale scoperta di un nuovo bosone di Higgs.

468 sono i minuti disputati da Hojlund con la maglia del Napoli. Ed in questi 468 minuti ha mostrato qualcosa di clamorosamente inatteso. Perché mettere in discussione le qualità viste già l’Atalanta era sciocco. Le performance, però, post oblio al Manchester United sono ben oltre le aspettative.

Non solo i quattro gol: Conte gongola

Non ci sono solo i quattro volte segnati tra campionato e Champions League. Quello che si è visto fare ad Hojlund in queste prime apparizioni con la maglia del Napoli è qualcosa che lascia, effettivamente, con una possibilità di analisi molto ampia.

Andiamo con ordine: ovviamente, si parte sempre dalle reti. Perché senza quelle si fa fatica a giudicare qualsiasi attaccante. Siamo nella media di un goal ogni 117 minuti. Tenuto conto che una partita, ormai, dura in media 100 minuti, siamo quasi nell’ordine di un goal a partita.

Poi, ci sono le reti messe a segno con la Danimarca,: si dirà, non sono impegni clamorosamente tosti ma i goal in ambito internazionale vanno sempre fatti e ne sappiamo qualcosa, visto che solo nelle ultime ore la nostra nazionale ha mostrato qualcosa di diverso.

L’intesa con KDB e la velocità di pensiero

Hojlund ha cancellato subito i dubbi della convivenza con Kevin De Bruyne. Tra il danese di belga è nata un’intesa che, soprattutto in Champions, può regalare dei dividendi importantissimi. Non è solo una questione di atletismo: è soprattutto di letture.

Hojlund, quella crescita fatta di letture e profondità

Hojlund ha mostrato di saper leggere la partita, le situazioni interne alla stessa, dettando la profondità, accorciando quando serve, trovando l’uno-due per poi scappare nello spazio.

Hojlund con la maglia del Napoli
Hojlund, quella crescita fatta di letture e profondità (x.com) glieroidelcalcio.com

La classe che lo rende superiore

Guardiamo a quelli che sono i principali attaccanti del nostro campionato: Scamacca dell’Atalanta, Kean della Fiorentina, Gimenez del Milan, Vlahovic e David della Juventus, Ferguson e Dovbyk della Roma. Ovviamente, andiamo a ricordare, poi, i principali termini di paragone: Lautaro e Thuram dell’Inter e lo stesso Lukaku del Napoli.

Hojlund è, di fatto, uno dei più giovani di tutti: classe 2003. Ed oggi, si fa una grandissima fatica a sceglierne uno superiore al danese nel rendimento. Compreso lo stesso Lautaro.

E tenuto conto dei margini di crescita che appaiono esponenziali, allora diventa davvero complesso immaginare un Napoli che possa trovare qualcosa di superiore a Rasmus Hojlund.

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