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Proiezione del documentario “Ernő Egri Erbstein, l’Allenatore Errante”

Redazione 16 Marzo 2019

LAGAZZETTADILUCCA.IT – Opporsi a regimi totalitari attraverso lo sport. È successo negli anni del nazismo e del fascismo, e in seguito, negli anni sessanta e settanta, in altri paesi di altri continenti dove la libertà e la democrazia era stata annullata. A essere coinvolti, e spesso vittime loro stessi, numerosi sportivi, famosi e meno famosi, di tanti sport come il calcio, il ciclismo, il rugby, il tennis, il pugilato, l’atletica. E sono storie spesso poco note e poco raccontate.

Una di queste storie sarà raccontata mercoledì 20 marzo, alle 19.30, a La Bodeguita Social Club – Scali Finocchietti, 28, dove sarà proiettato il documentario Ernő Egri Erbstein, L’Allenatore Errante di Pier Dario Marzi e Emmanuel Pesi (Italia, 2017 – 50’), a cura di Erasmo Libri, in collaborazione con il comune di Capannori, il Cineforum Ezechiele 25,17, Le Salon du Cinéma e il Centro Studi Commedia all’Italiana. Saranno presenti i due autori.

La storia è quella di Ernő Egri Erbstein, allenatore della Lucchese anni Trenta e poi dirigente che assemblò e creò il Grande Torino, vittima delle leggi razziali e della persecuzione nazi fascista, che lo costrinsero ad una vita clandestina e precaria. La Lucchese di quegli anni vide raccogliersi, non casualmente, giocatori, che, come Erbstein, non avevano simpatia per il fascismo e il documentario racconta anche le vicende di diversi di questi calciatori.

Tutte queste vicende sono raccontate da testimoni (la figlia di Erbstein, Susanna Egri Erbstein), storici (Luciano Luciani ed Emmanuel Pesi) e dai ragazzi della scuola media di Camigliano.

Ma chi è Ernő Egri Erbstein: fu un giocatore di calcio e allenatore di origini ebraiche, scomparso nella tragedia di Superga nel 1949, che in Italia conobbe la sua fortuna come tecnico proprio a Lucca, dove portò la locale squadra dalla serie C alla A in soli tre anni (1935-37). L’anno successivo, però, dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali, fu costretto a lasciare Lucca per raggiungere inizialmente Torino e, in seguito, Budapest. Dopo la guerra il ritorno alla squadra del Grande Torino, la conquista dello scudetto 1948-49, affiancando l’allenatore Lievesley.

Erbstein scampò alla guerra ma morì tragicamente nello schianto di Superga con gli altri componenti del mitico Torino degli anni Quaranta.

Pier Dario Marzi, insegnante di storia e filosofia, studioso di cinema scrive per le riviste specializzate “Cabiria” e “Oreundici”; vice presidente del cineforum Ezechiele 25,17 di Lucca; organizza cineforum e rassegne ed è autore di cortometraggi e documentari.

Emmanuel Pesi svolge attività di ricerca in storia contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università di Pisa. Ha pubblicato alcuni saggi sulla società, i partiti e le organizzazioni sindacali lucchesi nel ‘900. È di prossima pubblicazione un volume sulla storia del secondo dopoguerra in provincia di Lucca.

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Tags: ERBSTEIN LUCCHESE

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