Il Fatto Quotidiano intervista Andrea Caverzan, calciatore della Juventus anni ’90. Forse il vero uomo in più del calcio italiano. Ecco un estratto.
[…] Vent’anni prima di È stata la mano di Dio, un esordiente Paolo Sorrentino porta alla Mostra del Cinema di Venezia L’uomo in più, film in cui il calcio è presente molto più che in quest’ultimo, più personale e autobiografico. Il lungometraggio del 2001 racconta le vicissitudini di un calciatore […] ispirato in parte alla vita di Agostino Di Bartolomei. Nella pellicola c’è anche un riferimento al Petisso Pesaola, l’allenatore soprannominato “il Molosso”. Ma chi è invece l’uomo in più, da cui il titolo scelto da Sorrentino? È Andrea Caverzan, tre presenze in carriera in Serie A e al momento dell’uscita del film calciatore sotto contratto con lo Spezia.
[…] Come è nato quel ruolo, Caverzan?
Quasi per caso, dopo essere stato per anni di proprietà della Juventus senza mai esordire con i bianconeri, nel 1994 finisco al Sandonà in C2, dove allena Ezio Glerean. […] È nato così il 3-3-1-3.
[…] Era un’espressione che l’allenatore usava alla lavagna o in campo?
No, ma io e il mister senza dircelo, eravamo consapevoli della cosa. Quello era un ruolo particolare, che dava fastidio agli avversari perché creava sempre la superiorità numerica.
