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La leggenda di Kiricocho

Redazione 14 Luglio 2021

GLIEROIDELCALCIO.COM – Leggenda metropolitana, verità storica, cabala, superstizione. Quello che ruota intorno alla figura di Kiricocho fa parte di un mondo del pallone che, spesso, e soprattutto nelle realtà latine, ha cercato di rifugiarsi nell’incomprensibile per risolvere questioni di risultato.

Ne parlano tutti i giornali, soprattutto alla luce di un labiale rubato a Chiellini, prima dell’ultimo rigore inglese, durante la finale contro l’Inghilterra. Si vede il capitano azzurro pronunciare la parola Kiricocho, prima del tiro del giovane Bukayo Saka. Solo gli spagnoli e soprattutto gli argentini hanno dato importanza ad una parola che, sinceramente, non fa parte del vocabolario calcistico della nostra tradizione.

Ma cosa significa Kiricocho?

Una parola presente nei campi di Spagna e sud America da molto tempo, quasi da un quarantennio, che ritorna alla ribalta ogni volta che si tira un calcio di rigore. Questo signore era un tifoso dell’Estudiantes de La Plata che presenziava agli allenamenti della sua squadra del cuore, soprattutto nel 1982. Succedeva che ogni volta venisse registrata la sua presenza vicino ai calciatori, qualcuno di loro subisse un infortunio, più o meno grave, che finiva per indebolire la rosa. L’allenatore del tempo, Carlos Bilardo, noto superstizioso, decise che quel signore sarebbe stato utile per accogliere tutte le squadre che arrivavano a sfidare il suo Estudiantes nel campo di casa. Risultato? Bilardo vince il Torneo Metropolitano perdendo solo la partita contro il Boca Juniors, guarda caso l’unica squadra dotata di un “corpo di sicurezza” che impediva di avvicinarsi alla squadra.

Nel 1992, il mister che portò l’Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo 1986, andò ad allenare il Siviglia (dove trovò casa Maradona). Al calciare un tiro dagli undici metri, Carlos si sorprese nel sentire, anche in Spagna, quella parola “utile” per cambiare le sorti del risultato.

I due non si incontreranno più, nemmeno quando Bilardo tornerà all’Estudiantes nel 2003. All’inizio di quell’annata chiederà subito di Kiricocho, salvo scoprire che di lui si erano perse le tracce dal 1982.

Leggenda metropolitana o talismano imprenscindibile? Rimane il mistero.

 

Tags: Argentina calci di rigore Carlos bilardo estudiantes kiricocho

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