Skip to content
GliEroidelCalcio.com

Gli Eroi del Calcio

Gli Eroi del Calcio

  • Storie di Calcio
  • Gli Eroi del Collezionismo
  • calcio, arte & societa’
  • Video
  • Emeroteca
  • Libri
  • Chi Siamo
    • Filosofia degli Eroi del Calcio
    • Le nostre penne
    • Contatti
  • Home
  • Storie di Calcio
  • La Süddeutsche celebra i 25 anni di «Strunz!»
  • Storie di Calcio

La Süddeutsche celebra i 25 anni di «Strunz!»

Redazione 10 Marzo 2023

Edited in Prisma app

La stampa tedesca celebra oggi i 25 anni del mitico sfogo di Giovanni Trapattoni contro il suo Bayern Monaco, era il 10 marzo 1998.

La conferenza stampa scrive la Süddeutsche Zeitung divenne un esempio, “sfoggio di grande retorica. Le vivaci formulazioni scelte da Trapattoni sono entrate da tempo nell’uso tedesco: «Strunz», «debole come una bottiglia vuota»…”.

Trapattoni, in quella conferenza stampa che vi invitiamo a rivedere qui sotto, se la prese con i suoi giocatori “piagnucoloni”, Scholl, Basler e Strunz, “mescolando emozione, pathos e leggera confusione linguistica, Trapattoni ha creato qualcosa di speciale: ha contribuito a plasmare il linguaggio. In seguito avrebbe modestamente detto che non poteva essere orgoglioso di uno scatto d’ira in cui aveva commesso un mucchio di errori grammaticali, ma non è questo il punto”.

Il suo “sono finito!” (commise un errore) è diventato talmente celebre in Germania da essere usato anche nei manifesti elettorali socialdemocratici (con riferimento all’allora cancelliere Helmut Kohl).

Inoltre “Cosa vuole Strunz?” divenne il titolo di un programma televisivo, e lo stesso Trapattoni grazie alla “bottiglia vuota” divenne testimonial del sistema di resto dei vuoti di una catena di supermercati tedesca.

Non solo, continua il quotidiano tedesco, il suo discorso è usato ancora oggi nei manuali di lingua tedesca della nota casa editrice Klett come esempio eccezionale di “varietà di transizione”.

Ovviamente in Germania ricordano che il Trap è quello di “mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

“A Monaco, tuttavia, Giovanni Trapattoni è riuscito in qualcosa che Gabriele D’Annunzio (“Memento audere semper!”), Cesare (“Veni, vidi, vici”) o Orazio (“Carpe diem!”) rappresentano allo stesso modo: la creazione di nuovi modi di dire. Se si trascura l’aspetto della lingua straniera, che non è del tutto impeccabile, resta la turbolenta dinamica di Trapattoni, che ricorda quella di Roberto Benigni agli Oscar del 1999, così come di altri grandi attori italiani come Totò”.

“In ogni caso il discorso di Trapattoni non è affatto ridicolo. Al contrario: anche dopo un quarto di secolo è ancora vivo e rappresenta una cosa che sembra mancare sempre di più nel calcio professionistico tedesco: la vera passione!”

 

Tags: giovanni trapattoni prima-pagina STRUNZ

Continue Reading

Previous: Il figlio di Nenè: “Sarebbe bello se la FIGC inserisse mio padre nella hall of fame”
Next: 11 marzo …

Articoli recenti

  • Doccia gelata Napoli, Sky ne è sicura: Conte disperato
  • Calcio sotto choc, ucciso l’ex Nazionale: Paese sconvolto
  • Precipita dal tetto, terribile lutto nel calcio: il dolore è devastante
  • Lacrime Alcaraz, l’annuncio sconvolge: l’addio fa male
  • Napoli che guaio, se n’è fatto male un altro: Conte disperato
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Copyright © 2025 | Sito aderente al Network Sport Review Srl