Skip to content
GliEroidelCalcio.com

Gli Eroi del Calcio

Gli Eroi del Calcio

  • Storie di Calcio
  • Gli Eroi del Collezionismo
  • calcio, arte & societa’
  • Video
  • Emeroteca
  • Libri
  • Chi Siamo
    • Filosofia degli Eroi del Calcio
    • Le nostre penne
    • Contatti
  • Home
  • Storie di Calcio
  • L’impossibile carezza di Baggio
  • Storie di Calcio

L’impossibile carezza di Baggio

Andrea Gioia 1 Aprile 2021

GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

“Quel tocco di Baggio sembrava poesia”

Il piacere di “attribuire un’adorazione quasi divina” è un dogma tipicamente pallonaro. 

L’identificazione di un singolo in un simbolo, speciale come pochi e in grado di convogliare la passione per un gioco, per una squadra, per un tifo.

Talenti più o meno puri, più o meno fortunati, più o meno decisivi. Tanti e di ogni razza, molti con lo stesso numero sulle spalle, molti altri con una cifra che mutava fino all’11.

Se l’impersonificazione del dio calcistico racchiude le figure del compianto Diego e dell’immenso Edson, la fotografia della classe ha un nome comune ed un cognome tipicamente Veneto.

Quel 1° Aprile di 20 anni fa, il romantico romanzo calcistico del rivoluzionario 90° Minuto aveva attirato ancora la mia attenzione. 

L’ansia di vedere Baggio contro la sua ex Juventus, il vantaggio di conoscere anticipatamente il risultato ed i marcatori. Perché nei marcatori c’era anche lui.

Si parlava di un gol spettacolare, forse il più bello, sicuramente uno dei più difficili. Si parlava di un lancio millimetrico di un giovanotto silenzioso e schivo, dotato di un piede raffinato come pochi. Uno di quelli cresciuti nel floridissimo vivaio bresciano. Si parlava, anche, di una incredulità di un pubblico lasciato a bocca a porta.

Soltanto tre minuti al termine dell’incontro, pochissimi per lasciare il segno sulla rivincita.

Poi quel tocco diventato realtà. Perché è incredibile e irrazionale immaginare una rete del genere. Qualsiasi altro giocatore avrebbe tentato una conclusione al volo, di prima. Qualsiasi altro giocatore … ma non lui.

Lo stop a seguire, con una torsione innaturale della caviglia. Accarezzare la sfera quel tanto di giusto che bastava a superare un portierone di quasi due metri. Rivedendolo, quel pomeriggio di 20 anni addietro, mi risultava tecnicamente inconcepibile. Il pallone accompagnato verso il primo spazio utile e poi un leggero appoggio con il sinistro.

Roba da Diego. Roba da Divino.

Ne ha fatti tanti di capolavori Roberto. Quello, però, è forse il più assurdo, il più impossibile. Quando la difficoltà si trasforma in apparente semplicità, serve soltanto inchinarsi alla grandezza. 

E questo è un esempio senza eguali.

 

Tags: gol baggio alla juventus juventus Juventus - Brescia 2001 Roberto Baggio

Continue Reading

Previous: 1° Aprile 1976 – Auguri a Clarence Seedorf il predestinato …
Next: Armando Castellazzi: una vita da mediano nerazzurro

Articoli recenti

  • Doccia gelata Napoli, Sky ne è sicura: Conte disperato
  • Calcio sotto choc, ucciso l’ex Nazionale: Paese sconvolto
  • Precipita dal tetto, terribile lutto nel calcio: il dolore è devastante
  • Lacrime Alcaraz, l’annuncio sconvolge: l’addio fa male
  • Napoli che guaio, se n’è fatto male un altro: Conte disperato
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Copyright © 2025 | Sito aderente al Network Sport Review Srl