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Luigi “Luigin” Burlando: la forza della natura

Federico Baranello 23 Gennaio 2019

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – Ancora oggi dire “Luigi Burlando” a Genova significa dire un nome familiare. Si, perché pronunciare questo nome vuol dire raccontare di una delle figure più belle e significative dello sport del capoluogo ligure. Luigi Burlando, «Luigin» per tutti coloro che hanno seguito e seguono lo sport genovese, è stato uno dei più grandi interpreti del calcio e non solo.

Nasce sotto la “Lanterna” il 23 gennaio 1899, e affronta un’infanzia molto difficile dove, a causa della perdita della madre, è costretto a badare anche ai suoi fratelli trovando lavoro nelle attività portuali. Frequenta assiduamente comunque i campi da calcio dell’Audace Genova e poi approda all’Andrea Doria. Durante la Prima Guerra Mondiale viene chiamato alle armi come tutti “I ragazzi del ‘99” e parte destinazione “Reparto di artiglieria – Piave”.

Dopo la guerra torna all’Andrea Doria e due anni più tardi Burlando passa al Genoa, non senza suscitare scalpore, del leggendario William Garbutt pur rimanendo un tesserato dell’Andrea Doria per la pallanuoto. Con i Rossoblù vince gli scudetti del ’23 e del 24 e trascorre tutta la sua splendida carriera di calciatore disputando 11 stagioni e collezionando 234 presenze e 9 goal. Contemporaneamente domina anche nelle piscine, con la compagine dell’Andrea Doria, conquistando cinque Scudetti di Pallanuoto tra il 1921 ed il 1926: un esempio di sportivo polivalente. Riassumendo: due volte olimpionico nel calcio (Anversa 1920 e Parigi 1924), una volta olimpionico nella pallanuoto (Anversa 1920), diciannove presenze nella Nazionale di calcio, due volte nella Nazionale B, cinque volte campione italiano di pallanuoto con l’Andrea Doria (dal 21 al 26) e due volte campione italiano di calcio con il Genoa (1923 e 1924). Semplicemente incredibile.

Da non dimenticare che è stato anche allenatore della nazionale italiana nei Campionati mondiali del 1938, come collaboratore del commissario tecnico Vittorio Pozzo, ed è stato campione italiano di boxe francese nel ’21 e nel ’22.

Nel 1922, a Milano con la maglia della Nazionale, segna un gol di testa da metà campo su rinvio del portiere, durante un Italia-Belgio 4-2: “…l’Italia ottiene furiosamente un quarto goal con un colpo di testa da oltre 40 metri di Burlando che, respingendo un rimando di Verbeek, fa descrivere alla palla una lunga parabola spiovente verso la porta. Debie, liberissimo, si muove incontro al pallone, ma non in tempo, perché questo, ripassando a terra, lo scavalca e cade nella rete” (Cit. La Stampa, 22 maggio 1922)

Luigi Burlando: una leggenda dello sport nazionale. Prova a dirlo a Genova…

 

Tags: burlando luigi genoa

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