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Marco Van Basten: “Arrigo Sacchi? Non c’è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l’impressione di essere onesto nei rapporti umani”

Redazione 27 Febbraio 2020

Marco Van Basten, il Cigno di Utrecht ha rilasciato una intervista a Marco Imarisio che sarà pubblicata domani sul magazine 7 del Corriere della Sera. L’occasione è l’uscita in Italia della sua biografia, Fragile edito da Mondadori, in cui van Basten ripercorre, tra le altre cose, anche gli altalenanti rapporti con i due allenatori che l’hanno reso grande, Johan Cruijff e Arrigo Sacchi.

“A Milano mi sentivo come se fossi parte della famiglia. Insieme abbiamo vissuto una vita intera. Mi avete visto nascere, come giocatore e come uomo. Mi avete visto crescere. E purtroppo avete visto la mia fine”, le parole del campione olandese.

Poi su Arrigo Sacchi… “Non c’è mai stato feeling personale tra me e lui. Non mi ha mai dato l’impressione di essere onesto nei rapporti umani. Quando non era contento di come ci allenavamo, se la prendeva con i giovani, con i più deboli, che magari invece erano in testa a tirare il gruppo”.

Poi l’ex rossonero torna a palare di quella maledetta caviglia … “Ero convinto che sarei durato per sempre, dicevo ai miei compagni che avrei smesso a 38 anni”, poi arriva a parlare anche della depressione dopo l’addio al calcio giocato … “All’inizio non capivo. Ero troppo concentrato sul mio stare male. Mi chiedevo perché quella sofferenza dovesse toccare proprio a me. Non ho mai avuto una risposta”.  Infine un aneddoto legato anche alla fine della carriera da allenatore… “Tornai all’Ajax e un ragazzo mi provocò. Sei van Basten, mi disse passandomi la palla, fammi vedere cosa sai fare. Ma io ormai non potevo più muovere la caviglia. Chi era? Sono sicuro che lo conoscete. Si chiamava Zlatan, di cognome Ibrahimovic».

Fonte Corriere.it

Tags: marco van basten milan

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