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L’ombra di Liedholm nella squadra di Pioli

Redazione 22 Marzo 2022

Interessante riflessione, a cura di Alberto Cerruti, sulla Gazzetta dello Sport.

L’articolo, prende in esame, il Milan di Pioli e quello di Liedholm. Ecco alcuni passaggi interessanti:

“[…]Per ritrovare un’attesa così lunga, bisogna risalire al 1979, l’anno della “stella”. E qui incominciano le analogie tra quel Milan di Uedholm e questo di Pioli. Anche allora i ,rossoneri erano partiti a fari spenti, dopo un quarto posto del campionato precedente vinto dalla Juventus, alle spalle persino del Vicenza di “Pabllto” e del Torino. I nuovi acquisti De Vecchi, Novellino e Chiodi non sembravano in grado di garantire il salto di qualità e più in generale la gestione di Felice Colombo era troppo lontana a livello tecnico da quella di Franco Carraro, che aveva fruttato gli ultimi successi in Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, prima di Berlusconi. […]”

“[…]Nemmeno Liedholm, come Pioli, aveva mai vinto uno scudetto, ma soprattutto entrambi hanno uno stile raro nel mondo del calcio. […]“

“[…]A proposito, un centrocampista con lo stesso numero 4 di De Vecchi, che segnò la decisiva doppietta nel 2-2 in rimonta contro l’Inter nel girone di ritorno. Era il Milan dell’ultimo Rivera, che giocò soltanto 13 partite su 30 frenato dagli infortuni come Ibrahimovic, in cui il compianto terzino Maldera anticipò le volate sulla sinistra del suo erede Theo Hernandez firmando nove reti. E soprattutto, come quello di Pioli, era un Milan che vinse più in trasferta che in casa, ugualmente capace di mandare in gol quasi tutti i giocatoli, perché furono dieci i marcatori, dal vice-capitano Bigon (12) alle riserve Minola e Boldini (1). Tra i pochissimi incapaci di segnare almeno una volta c’era Baresi, al suo primo anno da titolare ad appena 18 anni. Un altro pezzo pregiato di quel Milan rimasto nella società rossonera come Maldini, guarda caso anche lui lanciato da Liedholm.[…]“

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Tags: ac milan Niels Liedholm scudetto

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