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Cent’anni di “Sasol”

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PENNANTSMUSEUM.COM – Correva l’anno 1920 quando iniziarono le gesta sportiva dei neroverdi sassolesi. Il 17 luglio di quell’anno, infatti, il Sassuolo si affiliò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio disputando il suo primo campionato a livello regionale. L’anniversario della squadra è ricordato nel nuovo stemma societario riportato nei gagliardetti consegnati da Capitan Magnanelli al collega avversario nelle gare di campionato della stagione in corso. Un gagliardetto che non si ferma solo alla celebrazione ma che esprime, nell’abbraccio ideale al tricolore degli anni della ricorrenza, l’attaccamento al simbolo nazionale per antonomasia ed inoltre, con lo stemma cittadino, l’attaccamento della squadra alla città. I tre colli che rappresenterebbero per gli studiosi di araldica le caratteristiche morfologiche di Sassuolo, località particolarmente sassosa, nonché i due narcisi sporgenti dalle rocce a significare idealmente – come confermato dal motto cittadino “Sic ex murice gemmae” ovvero “Dai sassi nacquero le gemme” – la grande fermezza cittadina virtù così radicata da far nascere fiori anche tra i sassi.

La storia del Sassuolo e le sue insegne non furono, tuttavia, sempre in nero – verde. Alla fondazione infatti i colori adottati dalla squadra erano il giallo e rosso mentre, negli anni settanta, si arrivò anche al rosso e blu, colori presenti anche nel gonfalone cittadino.

Gagliardetto in uso negli anni ’70

In questi stendardi lo stemma circolare rappresentava anche, con una linea spezzata posta ai piedi dei colli, il fiume Secchia che attraversa Sassuolo.

Il rossoblù alla fine degli anni settanta viene nuovamente soppiantato dal nero – verde che ancora caratterizza gli attuali gagliardetti ed il cui significato non è mai stato chiarito. Certo è che questi colori sono sinonimo di tenacia, volontà e ambizione. Prerogative di una squadra di provincia oramai in pianta stabile in serie A e capace anche di disputare l’Europa League nella stagione 2016 – 2017.

Mai smettere di pedalare” diceva il “papà” del Sassuolo il grande e compianto Presidente Giorgio Squinzi.

Un detto sportivo ma anche una metafora sportiva. Quella che impersona il Sassuolo che da anni è una delle più belle realtà calcistiche nazionali.
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