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Daniele Diminich e la collezione dedicata alla maglia alabardata

Federico Baranello 28 Febbraio 2019

GLIEROIDELCALCIO.COM (Federico Baranello) – “La maglia alabardata. Indossarla, anche se sgualcita, toglieva il fiato. E poi c’era quello stemma, sul petto, che la qualificava, e qualificava il giocatore, anche giovanissimo, che l’indossava. Era uno della Triestina anche lui” (Cit. Undici ragazzi, Dante di Ragogna, 1985).

La maglia alabardata ha un fascino che prende al cuore chi non è tifoso dell’Unione, figuriamoci a chi ha il cuore pregno di questi colori. Un cuore pregno lo ha certamente Daniele Diminich, che ha fatto della passione per questa maglia una sorta di missione di vita. Triestino, classe 1982, Daniele è sposato con Cristina, ha una bimba di pochi mesi, Gioia. È impiegato presso il Comune di Trieste e si occupa di Programmazione Operativa e Controllo.

Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare la sua passione.

“I miei primi ricordi legati al calcio”, esordisce Daniele, “sono legati alle domeniche mattina con mio nonno nel campo a 7 di Giarizzole, appena ristrutturato dopo anni di abbandono, sopra lo stadio Rocco a guardare il calcio amatoriale. Relativamente invece al calcio professionistico il primo ricordo è la vittoria della Juventus sul “mio” Milan nella finale di Coppa Italia nel 1990. Avevo otto anni ma ricordo nitidamente la delusione in TV nel vedere l’allenatore Dino Zoff alzare il trofeo. Per quanto riguarda la Triestina, l’amore aumentò pian pianino a fine anni ‘90, quando stavo smettendo di giocare a calcio e avevo più tempo per andare allo stadio”.

Daniele e la famiglia… “Oltre a mia moglie e mia figlia, direi che la Triestina è “la terza di famiglia”. Ogni notizia sulla squadra o su di una maglia che è possibile recuperare per implementare la collezione diviene in primis un confronto a casa, per ora soltanto con la moglie, per coinvolgere la bimba aspetto ancora un attimo…!”

Esatto, la collezione … “Divento “collezionista seriale” nel 2012, quando a seguito della rottura del tendine d’Achille mi ritrovo per parecchi mesi a casa e pian pianino inizio a sistemare la cinquantina di maglie che avevo all’epoca. Nel farlo mi resi conto che c’erano dei “buchi” e cercai quindi di “riempirli” cercando di trovare almeno una maglia suddivisa per colore e annata. Ora ho in collezione oltre 200 maglie, tra cui due pezzi di assoluto valore: le maglie di Giuseppe Fontana. Quella del 1974/75 con lo scudetto bianco nella stagione dello storico derby con il Ponziana con oltre 20.000 spettatori, e quella del 1978/79 disegnata dallo sponsor tecnico inglese Admiral, uno dei brand con più alta cura dei particolari e dai tessuti ricercati”.

1974/75 Fontana
1978/79 Fontana

Ma ce n’è una a cui è più legato…”Sono legatissimo alla maglia avuta dal simbolo alabardato, Franco De Falco, la maglia gialla del ritorno in serie B nel 1983/84, caratterizzata dal nuovo sponsor Fissan cucito sopra quello precedente Sanson. Si, perché quelle ufficiali, che si sarebbero dovute utilizzare in quel campionato, erano quelle dello sponsor tecnico Bettina, ma si scolorirono al primo lavaggio. Si optò quindi per “riesumare” quelle della stagione precedente a cui venne attaccato il nuovo sponsor oltre ad una pecetta a coprire la vecchia scritta NR”.

1983/84 con Sponsor ecucito sopra al vecchio
1983/84 Maglia Bettina, notare lo scolorimento

Scopriamo che c’è anche un pezzo molto costoso… ”Si, è l’ultima maglia entrata in collezione, la n. 3 Sanson del 1982/83, anno della promozione, indossata solitamente da Angelo Trevisan o Manlio Zanini… bella eh …”… qui il nostro amico si lascia prendere un po’ da un sano autocompiacimento.

1982/83 NR sponsor Sanson n. 3

Non sempre è facile “mettere le mani” su di una maglia…”Ci tengo a raccontare l’aneddoto della maglia n.10 del drammatico playoff perso contro la Pro Dronero in Eccellenza nel giugno 2013. Al termine della sfida, pareggiata 3-3 e che non ci permise di salire in serie D, i giocatori lanciarono comunque le maglie in curva. Molte di queste vennero ributtate in campo in segno di delusione e rammarico. Io presi la n.10 di Dino Sangiovanni e da collezionista come sono non avevo davvero nessuna intenzione di ritirarla ai giocatori. Risalendo i gradoni, triste per il risultato ma fiero per la “conquista” incrociai un signore anziano che insultava me e i giocatori. Mi si fece vicino e con fare minaccioso mi strappò via una maglia rossa che avevo arrotolato in vita: faceva caldo e io ero a petto nudo. Presa questa mia maglia la ributtò in campo, non accorgendosi che era una normalissima t-shirt, mentre in mano avevo la maglia appena guadagnata, sudata, che dovetti indossare per tornare a casa!”.

2012/13 n. 10 Dino Sangiovanni

Daniele non si ferma mai … “Cerco tutti i modelli indossati dall’Unione dal 1980 ad oggi, me ne mancano 18. Sicuramente i cimeli che vorrei avere sono le prime maglie con sponsor commerciale, le Sanson, quella rossa del 1981/82 e la bianca e gialla della stagione successiva. Per quanto riguarda gli anni precedenti all’avvento degli sponsor tecnici e commerciali è difficile fare una pianificazione precisa, quello che arriva si mette in collezione”.

Proviamo poi a fare una domanda difficile, invasiva… ma Daniele ne esce bene, benissimo…“Mia moglie? Fortunatamente ha sempre seguito il calcio per cui mi segue in questa passione, mi chiede soltanto di lavare le maglie perché non capisce il lato romantico del sudore dei calciatori e del fango dei campi! Anzi colgo l’occasione per ringraziarla, mi ritengo davvero molto fortunato… Molti miei amici poi costituiscono una fonte per poter aggiungere nuove maglie alla mia collezione, vengono infatti periodicamente “sollecitati” dal sottoscritto a donare le loro maglie per il mio progetto “Dona La Maglia” visibile sul mio sito www.lamagliatriestina.it: per ogni cimelio regalato effettuo una donazione ad una associazione di beneficenza scelta da me o comunicatami dal donatore. Tengo molto a questo aspetto, far correre di pari passo collezionismo e solidarietà”.

Salutiamo e ringraziamo Daniele che ci congeda con una frase che proviene dal cuore … “Ogni volta che riesco a mettere le mani su una maglia nuova mi scorre un brivido, sia che riesca a scovare qualche cimelio degli anni passati, sia che ricevo direttamente la divisa a fine partita, è un’emozione da bambino, che non cambia mai!”.

“La maglia alabardata. Indossarla, anche se sgualcita, toglieva il fiato…”.

 

NB: tutta la collezione di Daniele è su lamagliatriestina.it

 

Tags: #collezionismocalcio collezione maglie daniele Diminich triestina

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