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Giampiero Ceccarelli: “Per me giocare in A con il Cesena era il massimo”

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Intervista de Il Nobile Calcio a Giampiero Ceccarelli, bandiera del Cesena. Ecco un estratto.

[…] Per anni è stato il giocatore italiano con il maggior numero di partite giocate nello stesso club in A e B, superato negli anni a venire da due totem […] : Franco Baresi e Paolo Maldini. Anche Giampiero Ceccarelli non necessita di tante premesse. Per lui parlano le 19 stagioni e le 520 partite sempre col Cesena.

[…] Se dico Giampiero Ceccarelli una vita per il Cesena?

[…] “Dice il vero. Ho iniziato a Cesena quando avevo 9 anni. In realtà ne avevo 7, ma siccome era necessario averne 9 mi son dato due anni in più pur di giocare. Ho fatto tutta la trafila delle giovanili“.

[…] Il 15 gennaio del 1967 esordio in prima squadra contro la Carrarese in C.

[…] “Mi ricordo bene, ero tesissimo, giocavamo fuori casa. In quegli anni Cesena era una società piuttosto piccola, il fatto però di giocare nella squadra della mia città mi dava una soddisfazione doppia”. 

[…] Chi l’ha scoperta come terzino?

[…] “Gigi Radice. Era un allenatore piuttosto moderno, concepiva il terzino di fascia come fluidificante, anche d’attacco”.

[…] Racconti un episodio.

[…] “Il primo anno di Radice a Cesena, non eravamo partiti benissimo. A Catanzaro in camera mia viene un gruppo di giocatori con l’intento di mettere in discussione il tecnico. Chiedevano il mio appoggio in quanto capitano. Risposi subito che non stava ai giocatori prendere questo tipo di decisioni. Radice non era un tipo facile, io però non ho mai sopportato il comportamento di questi giocatori”.

[…] Tornando alla fascia da capitano: dal 1973 al 1977 la cede a Cera.

[…] “Un po’ mi è dispiaciuto. Però di fronte a un vicecampione del mondo, già campione d’Italia mi è sembrato un passaggio naturale”.

[…] Ricorda la prima gara nella massima serie?

[…] “Esordio col Torino alla Fiorita. Pioveva a dirotto, mi feci male alla caviglia: un po’ zoppo, giocai fino alla fine”.

[…] Bagnoli.

[…] “Tatticamente il numero uno. Ricordo un curioso aneddoto mai raccontato. Nell’anno 1980-‘81 a volte mi faceva giocare col numero 4 a fianco del libero. Il pubblico rumoreggiava pensando che giocassi mediano, ruolo che ritenevano non più adatto a me dato che avevo 33 anni. Teniamo conto che erano gli anni in cui i numeri sulle maglie avevano il loro peso”.

(ILNOBILECALCIO.IT di Filippo Fabbri)

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