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In ricordo di Mario Corso

Massimo Prati 20 Giugno 2020

GLIEROIDELCALCIO.COM  (Massimo Prati) – Il ricordo emotivamente più forte che ho di Mario Corso è un ricordo infantile legato ad una sconfitta importante della mia squadra del cuore.

Stagione 1973-1974. Era l’anno dello scudetto della Lazio di Tommaso Maestrelli.

Ai tempi della militanza nel Genoa, Corso sbagliò un rigore importante contro la Juve. Dico importante perché alla fine di quella stagione per il Genoa ci fu la discesa in serie B.

La partita si giocò il 10 marzo del 1974 (io avevo poco più di 10 anni). La Juve di Vycpalek lottava in un testa a testa per lo scudetto contro i laziali e si presentò a Marassi con un attacco da fare paura: Causio, Cuccureddu, Anastasi e Altafini.

Il Genoa, invece, tanto per cambiare, navigava nelle acque basse della classifica.

E, come dicevo, alla fine dell’anno fu serie B. Ma gli errori, dei singoli o della squadra, nella vita ci stanno. E quegli errori non intaccano minimamente il giudizio e il ricordo estremamente positivo che ho di Mario Corso, come uomo, come atleta, come sportivo. Considero un onore che lui abbia vestito la maglia del Genoa e considero un immenso piacere averlo visto giocare quand’ero bambino.

Ed ecco la ricostruzione della partita alla quale ho accennato:

“Di quell’anno ricordo anche Genoa-Juventus, che in realtà si era giocata un mesetto prima di Genoa-Torino. Io e mio padre continuavamo ad andare in Gradinata Nord. Ma in quel periodo dell’anno ci eravamo spostati nella curvetta lato tribuna.

Era il settore dove per tanti anni c’è stato un bellissimo striscione carioca che recitava: “Genoa, bailando o ritmo do samba”. Lì mio padre si dava appuntamento con i suoi colleghi portuali (più mogli e figli al seguito). Era un angolo di stadio dal tifo caldo, e nelle rare volte in cui la Nord tirava il fiato, in quel settore ci si alzava tutti in piedi per lanciare l’immancabile grido di “Genoa Genoa Genoa”.

Quella partita fu molto sfortunata. La Juve, con Cuccureddu, sfruttò l’unica occasione da rete, nei primi minuti di gioco; per il Genoa, invece, solo cattiva sorte: gol di Corradi annullato, palo di Bittolo, poi altra clamorosa occasione mancata da Sidio Corradi, che dopo aver scartato Zoff ed essersi trovato solo, inciampa davanti alla porta. Infine un rigore fallito sotto la Nord, a partita quasi finita.

In effetti ricordo che, da quella curvetta lato tribuna, purtroppo vedemmo molto bene Mario Corso sbagliare il rigore.

Si diceva che prima di allora non ne avesse mai sbagliato uno”.

 

Massimo Prati, “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Nuova Editrice Genovese, 2017.

Tags: genoa inter mario corso

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