Storie di Calcio

L’orizzonte olandese

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Spulciando gli articoli de La Gazzetta dello Sport relativi al mese di Novembre del 1986, è venuto fuori un pezzo che cercava di anticipare un futuro olandese per il Milan berlusconiano. Presagio, rivelazione, chiamatela come volete, fatto sta che Di Cesare, giornalista assegnato a questa inchiesta, aveva lanciato delle bombe di mercato destinate a cambiare il volto del campionato.

Tutto era partito dall’avvistamento di Apollonius Konijnenburg e Kors Koster all’aeroporto di Linate. I due non erano semplici turisti in vacanza nel regno meneghino, ma erano olandesi con una certa vicinanza al mito Cruijff e con una società di consulenza calcistica.

D’altronde, in quel mese di Novembre del 1986, l’arrivo di Van Basten alla corte del Milan veniva dato quasi per scontato. Quello che però poteva essere una notizia era l’eventuale arrivo di Johann in rossonero. Lui che aveva indossato quella casacca per una sola partita, voluto da Berlusconi e Rivera. Oltre al 14 che fu della Orange, però, un vociferare intenso si aggirava intorno alla figura di un ragazzone dal fisico possente che stava facendo un gran bene in quel di Eindhoven. Treccine e aspetto giamaicano, Rudd Gullit aveva anche scartato l’offerta del Real Madrid.

Sarebbe stato lui, insieme a Van Basten e Cruijff, l’uomo che avrebbe costruito un Milan olandese?

Su Gullit, in quel decennio ricco di fenomeni, c’erano anche gli occhi dell’attentissima Juventus di Boniperti, intenzionata a fare uno scambio equo con il gioiello Laudrup.

La storia ci dirà la verità. A Van Basten si aggiungeranno Gullit e Rijkaard. Per quanto riguarda Cruijff, invece, farà la fortuna del Barcellona di Romario e compagni.

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