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Osvaldo Soriano e l’amore per il San Lorenzo

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Osvaldo Soriano ed il San Lorenzo, un rapporto di grande amore calcistico raccontato da Rivista Contrasti. Ecco un estratto.

[…] Osvaldo Soriano e il San Lorenzo: un amore calcistico durato una vita, alimentato dal consueto corollario di gioie e delusioni. La passione dello scrittore argentino per il Ciclòn risale all’infanzia, trascorsa nella città di Cipolletti. Nel 1956 suo padre, José Vicente Soriano, inspector de obras sanitarias, viene trasferito nella provincia del Rio Negro per motivi di lavoro. Prima tappa a San Luis, breve permanenza a Tandil e a Río Cuarto per poi arrivare nella città che prendeva il nome da Cesare Cipolletti, l’ingegnere idraulico italiano molto apprezzato a Roma per avere studiato la navigabilità del Tevere e diretto i lavori di costruzione dell’acquedotto di Firenze.

[…] Non sono le vittorie a far sbocciare la scintilla del giovane Osvaldo per il San Lorenzo, club del quartiere Boedo di Buenos Aires, fondato nel 1900 da un gruppo di ragazzi di colore e che il prete salesiano Lorenzo Massa decise di ospitare nell’oratorio della sua parrocchia dopo la tragica fine di un bambino, investito da un tram durante un incontro giocato per strada.

[…] La fine degli anni 60 e buona parte della decade successiva rappresentano il momento migliore nella storia del San Lorenzo, con la conquista di quattro campionati argentini tra il 1968 e il ’74. […] La prima squadra a diventare campione senza sconfitte è stata il San Lorenzo del 1968: 24 partite, 16 vittorie e 8 pareggi, con la porta, difesa da Carlos Adolfo Buttice (con Agustin Irusta come affidabilissimo rincalzo) rimasta immacolata per ben 13 giornate. […] Soriano analizza quella squadra partendo dai due terzini di qualità, Sergio Villar e Antonio Rosl, pilastri di una difesa comprendente al centro Oscar Calics (il veterano della squadra) e Rafael Albrecht. Il centrocampo vedeva agire due cardini: Roberto Telch, capace di dettare ritmo e tempi di gioco, e Alberto Rendo sulla destra, abile ad andare spesso in gol. Victorio Cocco, ex Union Santa Fe, era l’ariete offensivo, con Pedro González brillante destro, non tralasciando Carlos Toti Veglio (ex Deportivo Español) e Rodolfo Fischer. Quest’ultimo, soprannominato “El Lobo”, è l’emblema del San Lorenzo campione argentino nel ‘68, autore di 13 gol, tra cui due triplette, nonché eroe della finale.

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(RIVISTACONTRASTI.IT di Sergio Taccone)

 

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