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La Penna degli Altri

Protti: “Rifiutai il Milan”

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(ILPOSTICIPO.IT di Simone Lo Giudice – Foto WIKIPEDIA)

Il Posticipo intervista il grande bomber Igor Protti, l’unico capace di diventare capocannoniere nelle tre serie maggiori. Ecco un estratto.

[…] Lei ha preso scelte coraggiose nella sua carriera, ad esempio rifiutare il Milan… 

[…] “Avevo 18 anni, il Milan mi aveva preso dal Rimini: era l’ultimo anno di Farina. A Livorno c’erano Bergamini e Galassi: avevano un rapporto di amicizia col presidente rossonero, mi chiesero se volevo andare al Milan per giocare in Primavera oppure con loro in Serie C. Da ragazzo ero tifoso milanista: andarci sarebbe stato un sogno, però consideravo l’esperienza nelle categorie inferiori come un passaggio obbligatorio per arrivare a giocare un giorno in squadre importanti. Così ho preferito andare un anno in C in prestito al Livorno. Speravo di trasferirmi a Milano l’anno successivo: come me lo speravano anche Gadda, Zaninetti, Ferrari e D’Este. Poi però Farina ha lasciato i rossoneri, c’è stato il cambio societario e noi ci siamo ritrovati di proprietà del Livorno e staccati dal Milan”.

[…] Lei ha esordito in Serie B col Messina: che emozioni ha provato? 

[…] “Sono arrivato nell’anno in cui Totò Schillaci era passato alla Juventus: io ero giovanissimo, avevo 21 anni. Sulla carta il sostituto di Schillaci sarebbe dovuto essere Vincenzo Onorato che aveva disputato un bel campionato con la Reggina l’anno prima. All’esordio in coppa Italia contro il Torino, il mister Francesco Scorsa scelse di darmi la maglia numero 9 da titolare: il Celeste era pieno, ci seguiva gente anche dai terrazzi e dai tetti delle case intorno. Quella maglia era molto pesante però è andato tutto molto bene: ho segnato due gol, abbiamo vinto 2-1 ed è nato subito un rapporto di affetto e stima tra me e la città”.

[…] A Messina lei ha lavorato con la famiglia Materazzi: che cosa ricorda?  

[…] “Beppe Materazzi mi ha fatto esordire a Rimini a 16 anni e mezzo poi l’ho ritrovato a Messina dove c’era anche il figlio Marco che però allora era ancora un bambino. Abbiamo stretto rapporti quando ci siamo ritrovati al Bari allenato sempre da suo padre: all’epoca Marco aveva 15-16 anni e veniva ad allenarsi con noi”.

[…] Lei ha esordito col Bari in A e nel 1995-96 ha vinto la classifica marcatori retrocedendo in B: che sensazione è stata? 

[…] “Ho provato una grande delusione perché il mio unico pensiero era cercare di salvare la squadra. Abbiamo lottato col coltello tra i denti, ma non ci siamo riusciti”.

 

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