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La Penna degli Altri

Paul Vaessen, il talento sfortunato che smise a 20 anni

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(MEDIAPOLITIKA.COM di Marco Milan – Foto MEDIAPOLITIKA)

[…] Paul Vaessen è inglese, nasce a Gillingham (contea del Kent) il 16 ottobre 1961 ed è figlio d’arte, poiché suo papà Leon Vaessen era un calciatore professionista, noto soprattutto per la sua militanza nel Millwall. […] Paul Vaessen è davvero bravo, ha talento e si impegna, è un attaccante atipico per l’Inghilterra, non è il classico centravanti tutto fisico e colpo di testa, ma sa anche arretrare o allargarsi quando la manovra lo richiede. A soli 16 anni, a maggio del 1979, la costanza di Vaessen viene premiata con l’esordio in Prima Divisione nella gara contro il Chelsea, valida per l’ultima giornata di campionato.

[…] Passa appena un anno, è l’aprile del 1980 e Vaessen è ormai nell’organico dell’Arsenal, certo come riserva, ma non di quelle che ammuffiscono in panchina per far numero, lui entra spesso ed è pure discretamente utile per i biancorossi di Londra che proprio ad aprile sono ospiti dei cugini e nemici del Tottenham. […] Quella in Italia non è una partita qualsiasi per l’Arsenal, è la semifinale della Coppa delle Coppe, una gara che i londinesi devono vincere quasi per forza dopo lo 0-0 con cui si è chiusa l’andata ad Highbury. Le speranze non sono molte per i biancorossi, a dire il vero, perché la Juve di Trapattoni è squadra forte, perché la fase difensiva è da sempre la migliore caratteristica delle compagini italiane e perché in Europa nessuna formazione inglese finora ha mai vinto al Comunale di Torino contro i bianconeri. Insomma, se è vero che tre indizi formano una prova, per l’Arsenal non sembra esserci scampo la sera del 23 aprile 1980 quando scende in campo in maglia gialloblu contro la Juventus.

I britannici attaccano ma non sfondano, Vaessen è in panchina, ogni tanto guarda l’allenatore come a dirgli “che faccio, entro?”, e alla fine Terry Neill lo spedisce in campo per il forcing finale. Maglia numero 13, Vaessen si getta nella mischia nel tentativo di trovare quel gol che valga la finale, mentre il tempo passa e la Juventus si avvicina sensibilmente alla qualificazione. Al minuto 87, però, un cross proveniente dalla sinistra scavalca l’intera difesa juventina, Vaessen si coordina e incoccia la palla di testa mandandola alle spalle di Zoff. Il Comunale è gelato, l’Arsenal vince e passa il turno, il merito è ancora una volta del ragazzino prodigio. Chi glielo dice ad un ragazzo di neanche vent’anni che la sua carriera finirà praticamente qui? Vaessen segue dalla panchina la finale di Bruxelles che l’Arsenal perde ai calci di rigore contro il Valencia, poi trascorre un’altra stagione da riserva, segna pure qualche gol e sembra pronto per il campionato 1981-82 a giocare con continuità, magari perfino da titolare. Durante un’amichevole estiva, però, i legamenti del suo ginocchio fanno crac dopo un rude contrasto. Cose che capitano, purtroppo, incerti del mestiere che fanno parte della carriera di un calciatore, ma stavolta nell’infortunio di Vaessen c’è qualcosa di più, qualcosa di assai peggiore.

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