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La Penna degli Altri

La storia di Clyde Best, il gigante buono venuto dalle Bermuda

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(CALCIOMERCATO.COM di Remo Gandolfi – Foto LCFC.COM)

La storia di Clyde Best, il gigante buono che divenne il primo giocatore di colore in First Division. Ecco un estratto dall’articolo di Calciomercato.com.

[…] Al suo arrivo a Londra all’aeroporto di Heathrow Clyde Best non trova nessuno ad accoglierlo. Del dirigente del West Ham preposto a ricevere il diciassettenne in arrivo dalle Bermuda non c’è traccia.

[…] Probabilmente il ragazzo che arriva dalle Bermuda sta già rimpiangendo di non aver fatto la scelta “pensata” poco prima e cioè salire sul primo aereo che lo avrebbe riportato nel suo soleggiato e tranquillo paese. Ma la dea bendata decide di dare una mano a quel coraggioso e determinato diciassettenne.

[…] Quando inizia a giocare nelle giovanili degli Hammers non c’è nessuno che non rimanga colpito dalla abilità e dalla potenza di quel robusto ragazzone nero.
Ron Greenwood, manager del West Ham all’epoca, non ha un dubbio al mondo.

[…] Il West Ham va all’Old Trafford per una partita di First Division. Nel Manchester United gioca un suo omonimo, che di nome fa George e che un anno prima ha trascinato i “Red Devils” alla conquista della Coppa dei Campioni. […] Quello che ha visto Greenwood in quell’incontro lo ha però convinto che il suo ragazzone nero è in grado di giocare in First Division e che la sua partnership con Geoff Hurst (l’uomo della tripletta in finale contro i tedeschi che portò l’Inghilterra sul tetto del mondo) può diventare letale.

[…] Clyde Best è praticamente l’unico giocatore nero in tutta la First Division.
E diventa un facile bersaglio per i tanti razzisti presenti all’epoca sugli spalti degli stadi inglesi. Non si sono solo gli esaltati del National Front a urlargli insulti di ogni genere, a fare il verso della scimmia ogni volta che Clyde entra in possesso di palla.

[…] I primi anni al West Ham sono per Best i migliori e più produttivi. La coppia d’attacco formata con Hurst funziona alla perfezione. Nonostante il fisico massiccio, la potenza e la bravura nel gioco aereo, Clyde Best preferisce agire da seconda punta, lasciando ad Hurst il compito di “target-man”, il riferimento avanzato principale.

[…] Nel gennaio del 1976, a neppure venticinque anni, Clyde Best lascia gli “Hammers” per trasferirsi nel neonato campionato statunitense. Il suo score con i “claret & blue” racconta di 58 reti in 221 partite. Sarà negli USA che giocherà praticamente per tutto il resto della carriera, incluso nel campionato “Indoor” che per qualche anno riscuote una certa popolarità e dove vincerà un titolo con i Tampa Bay Rowdies laureandosi anche miglior marcatore del campionato.

[…] “Un giorno mi arrivò una lettera. Era un ex-poliziotto, tifoso del West Ham, che ammise di essere stato uno dei più prevenuti e offensivi nei miei confronti dagli spalti di Upton Park. Mi raccontò che sposò una ragazza di colore, con lei ebbe dei figli ai quali raccontò quanto era stato stupido da giovane. E poi si scusò con me. Chiudendo la lettera dicendo quanto fosse da idioti giudicare un uomo per il colore della pelle …”

 

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