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La Penna degli Altri

I romantici “irregolari” di un altro calcio: Domenico Marocchino

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FOXSPORTS.IT (Alberto Casella) – […] Era il 5 dicembre 1981 e l’occasione l’ultima partita delle qualificazioni alla Coppa del Mondo la cui fase finale si sarebbe tenuta l’estate seguente in Spagna. Gli Azzurri avevano già archiviato la pratica, il posto era conquistato e Bearzot poteva permettersi il lusso di fare qualche esperimento […] l’incontro fu giocato un po’ da tutti al minimo sindacale: raggiunto il vantaggio dopo 6 minuti grazie a un’incursione offensiva di Fulvio Collovati, gli Azzurri tirarono i remi in barca e Domenico, non proprio un trascinatore già di suo, vivacchiò fino al 90’ senza uno spunto degno di questo nome. Bearzot non lo chiamò più – ai Mondiali portò Massaro che poteva ricoprire più ruoli – e quella rimase la sua unica presenza in Nazionale.

[…]  Non me ne fregava proprio niente del calcio: credo di essere l’unico calciatore che può affermare con certezza di non aver mai visto una partita di calcio. Prima di diventare commentatore televisivo, ovviamente. Insomma, ho vissuto il calcio come uno sport, non come un lavoro. E posso dire di essere un uomo felice.

Era talmente lontano dalla figura del calciatore professionista, e professionale, che una domenica mattina, giorno di partita per la Juventus, non sentì nemmeno la sveglia e rischiò di perdersi una trasferta a Verona. L’appuntamento era al vecchio Comunale da dove squadra e staff avrebbero raggiunto la città scaligera in pullman:

Non vedendomi arrivare, Trapattoni ordinò di partire e di venirmi a prendere a casa col bus. Peccato che io mi fossi sempre ben guardato dal fornire il mio indirizzo preciso in società: mai dare informazioni al nemico. Sapevano che abitavo nella zona non lontana dal quartiere della Crocetta, così il pullman vagò per un po’ nei controviali finché il Trap imbufalito, temendo di fare tardi, indicò all’autista la direzione dell’autostrada.

Quando Marocchino, beato, si svegliò, corse allo stadio e trovò ancora il custode che, mentre chiudeva i cancelli, gli riferì che gli ordini erano di raggiungere Verona con i propri mezzi e nel più breve tempo possibile. Dopo aver pigiato a tavoletta in autostrada, raggiunse il pullman, e vide i compagni delle ultime file che gli facevano gesti a mano aperta: 5, come i milioni, in lire, della multa decisa dal club […]

Donne e sigarette, un binomio per lui irrinunciabile ma che non andava giù a Boniperti. A un certo punto, il presidente cominciò persino a farlo pedinare, ovviamente a sua insaputa, da un maresciallo in pensione. Oltre alla bionda fidanzata, diciamo titolare, Marocchino manteneva diverse altre intense frequentazioni, ma lui non riusciva proprio a rinunciare alle bionde, nemmeno a quelle col filtro.

[…] In quattro stagioni alla Juventus, Domenico vinse 2 campionati e 1 Coppa Italia. Il primo scudetto arrivò al termine della stagione 1980-81: segnò 5 gol in 24 partite (allora erano 30 in totale in stagione) e il titolo giunse solo all’ultima giornata, al Comunale contro la Fiorentina, grazie a lui che mise Cabrini davanti a Giovanni Galli. Gol, titolo in cassaforte e grande festa negli spogliatoi…[…]

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