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Ibrahim Ba e la sfortunata esperienza italiana

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(MEDIAPOLITIKA.COM di Marco Milan – Foto CALCIOWEB)

Mediapolitika.com racconta la storia di un francese che nel Milan ebbe poca fortuna: Ibrahim Ba. Ecco un estratto.

[…] Ibrahim Ba nasce a Dakar, capitale del Senegal, il 12 novembre 1973 e dopo pochissimi anni la sua famiglia si trasferisce in Francia permettendogli di avere doppio passaporto e doppia nazionalità.

[…] L’estate del 1997 è intensissima per Ba e per il suo agente: le richieste fioccano e la scelta non è semplice in quanto il ragazzo si gioca la possibile convocazione per i mondiali che un anno dopo la Francia ospiterà. Il richiamo più forte, economicamente e sportivamente, è quello del Milan. […] Berlusconi va per la sua strada e non bada a spese. […] Il francese salta subito all’occhio per l’acconciatura, anche se davanti alle telecamere appare timido, un po’ introverso; per i tifosi è un buon colpo. Durante il pre campionato il Milan gioca un’amichevole a Monza e sugli spalti dello stadio Brianteo c’è anche Silvio Berlusconi: […] “Ba mi è piaciuto molto – afferma Berlusconi ai microfoni – è frizzante come un vino francese, direi un Beaujolais Nouveau”. […] L’esordio in campionato avviene domenica 31 agosto 1997: il Milan a Piacenza delude e non va oltre l’1-1 finale non riuscendo a vincere la prima partita di serie A dopo oltre dieci anni, ma Ba (che sulla maglia porta il nome Ibou in omaggio a suo padre) è fra i pochi a salvarsi e l’impressione è che i rossoneri non abbiano sbagliato la valutazione su di lui.

[…] Il 9 novembre il Milan ospita a San Siro il Brescia: […] Piove e fa freddo a Milano, ma i rossoneri sembrano in palla, soprattutto perché Ba svolazza sul fango di San Siro come un ballerino: sono suoi i due assist che permettono a Leonardo di siglare le due reti con cui il Milan chiude la pratica dopo nemmeno mezz’ora di partita; in entrambi i casi, il francese sguscia via sulla destra ed offre al brasiliano due comodi palloni da spingere in porta. L’annata milanista è però un calvario, la zona scudetto si allontana subito, ma anche la qualificazione Uefa diventa complicatissima: lo spogliatoio ha rigettato l’esperimento del Capello-bis e molti dei nuovi acquisti si sono rivelati inadatti ad una piazza esigente come Milano. Ba rimane però uno dei migliori e alla fine del campionato (chiuso dal Milan con un anonimo decimo posto) avrà collezionato 31 presenze su 34, con un gol e ben 11 assist.

[…] Capello lascia il Milan a fine stagione e in panchina arriva Alberto Zaccheroni, reduce da annate ottime a Udine, culminate col terzo posto finale nell’ultimo campionato. Il nuovo allenatore stravolge la filosofia milanista, sradica dai muri e dalle lavagne di Milanello lo storico 4-4-2 e si affida al suo collaudato 3-4-3 che inizialmente prevede Ba come titolare, ma che ben presto Zaccheroni modella inserendo un trequartista (Boban) ed avanzando Leonardo. Il francese (che deve smaltire anche la delusione per la mancata partecipazioni ai mondiali) perde il posto e viene impiegato pochissimo, chiudendo la stagione che riporta il Milan allo scudetto con appena 15 presenze. […] Ba si laurea campione d’Italia col Milan per la stagione 1998-99 ma appare un calciatore molto diverso da quello ammirato l’anno precedente: sembra abulico, distratto, mai incisivo; è un paradosso: in un Milan inguardabile, Ba era uno dei migliori, nel Milan scudettato risulta uno dei più anonimi della rosa.

[…] Nel 2007 lo abbraccia il Milan nuovamente, offrendogli un accordo di 200.000 euro l’anno, anche se Ba è fuori dai piani tecnici di Carlo Ancelotti che lo convoca una sola volta nella trasferta di Napoli alla penultima giornata, mandandolo comunque a sedersi in tribuna accanto a Galliani e Braida. Il 21 maggio 2008, il calciatore appende gli scarpini al chiodo a 35 anni, senza prospettive tecniche e senza più freschezza atletica ed entusiasmo. […] Qualcuno sostiene che Ba abbia pagato nella sua carriera l’enorme delusione di essere nella lista iniziale dei convocati a Francia ’98, salvo poi essere scartato dal commissario tecnico Aimé Jacquet. Altri, invece, parlano di quell’investitura di Silvio Berlusconi, quell’etichetta di vino francese frizzante che gli è pesata come un macigno e che lo ha portato a perdersi progressivamente per strada.

 

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