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Quando il Milan acquistò Donadoni

Andrea Gioia 18 Aprile 2021

GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

Donadoni è del Milan!

Bisogna comprare il Milan e trasformarlo nella squadra più forte di sempre.

Perché l’obiettivo della presidenza che cambierà il calcio è soltanto uno. Magari sarebbe bastato anche arrivarci a giocarle certe partite … così, tanto per fare esperienza. Invece proprio no. Una volta individuato il condottiero ideale, bisognava cercare i suoi soldati migliori.

Anche l’immenso Liedholm lo aveva capito, prima di lasciare il posto ad uno sconosciuto, arrivato dalla laboriosa Romagna senza un briciolo di esperienza in campo. Sì, ma quel giovanotto di nome Arrigo viveva con la lavagnetta degli schemi sul comodino e aveva la fissazione del fuorigioco, del pressing asfissiante, del calcio d’attacco con la difesa impenetrabile.

Ma ancora non era arrivato il suo turno.

Nell’Aprile del 1986, in un calcio italiano in pieno scandalo Totonero-bis, la mossa di mercato più importante arriva, manco a dirlo, dalla Milano rossonera.

La Gazzetta dello Sport del 18 annuncia l’acquisto di uno dei più promettenti talenti che il florido vivaio atalantino sia riuscito a produrre nel decennio ’80. Si chiama Roberto Donadoni, salta gli avversari come birilli, ha appena 23 anni ed è un promesso sposo della Juventus.

Proprio i bianconeri, storici alleati dei bergamaschi negli intrecci di mercato (vedere Scirea, Cabrini e Prandelli), sono costretti a ingoiare il primo boccone indigesto dall’arrivo del magnate delle tv. Cesare Bortolotti, mitico presidente della Dea, accetta gli 8 miliardi di cui si parlerà fin da subito.

Il vento della rivoluzione, anche nei rapporti tra presidenti, è arrivato.

Niels Liedholm, nel suo ultimo anno alla corte del diavolo, avrà a disposizione Giovanni Galli, Bonetti, Massaro e Donandoni, oltre ad un Baresi in versione mediano (la tentazione di spostarlo più in avanti era forte). Non andrà come sperato, con un misero quinto posto che servirà da coraggiosa giustificazione per l’acquisto del mago di Fusignano.

Col tempo arriveranno gli olandesi e le coppe, ma questa è un’altra storia.

Tags: atalanta donadoni liedholm milan roberto donadoni sacchi

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