Gauliga 1941 : Rapid Vienna Deutsche Meisterschaft - Gli Eroi del Calcio
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Gauliga 1941 : Rapid Vienna Deutsche Meisterschaft

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Gauliga 1941 : Rapid Vienna Deutsche Meisterschaft

Il calcio moderno ci ha abituato a tornei interni, a campionati, che seguono un certo ordine, con gironi unici, o all’italiana, che abbracciano l’intera nazione dove si svolgono, con il primo classificato che poi vince il titolo.
Non sempre è stato così, situazioni logistiche a volte complicate, con spostamenti difficili se non impossibili tra le varie città, uniti a un calcio ancora in forma goliardica, dilettantistica, prevedevano più che altro tornei locali che poi, dopo la disputa di vari gironi generalmente a carattere provinciale, prevedevano una finale che designava un vincitore.
Nella sola Inghilterra, naturalmente all’avanguardia, l’allora First Division, poi diventata in tempi recenti Premier League, aveva già uno svolgimento simile all’attuale, con un girone unico.
Anche in Italia, all’inizio, la designazione del campione nazionale avveniva dopo la disputa di vari gironi, con una gara di finale, in genere tra una squadra dell’opulento e più avanzato, calcisticamente, Nord, pagando il Sud dell’Italia un’atavica arretratezza strutturale, ma anche la lontananza dal centro dell’Europa, con scarsa importazione di giocatori stranieri che, inevitabilmente, innalzavano il tasso tecnico delle squadre appartenenti soprattutto a Liguria, Lombardia e Piemonte.

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Fu solo nel 1929 che, nel pieno del ventennio fascista, il regime, anche per dare una parvenza di unità alla Penisola, attraverso l’attuazione della Carta di Viareggio, istituì il girone unico nella forma attuale.
Una delle ultime nazioni di alto livello ad avere un unico torneo nazionale, sarebbe avvenuto nel 1963 con l’istituzione della Bundesliga, fu la Germania, dove il regime nazista non ebbe la lungimiranza di quello fascista.
Salito al potere nel 1933, Adolf Hitler si assicurò non solo che la Germania diventasse uno Stato Leader, ma si preoccupò anche di imporre il controllo interno, istituito già a partire dal 1926 con il mantenimento dei Gaue, che rappresentavano una regione o una provincia all’interno della nazione, retaggio dell’epoca medievale.
Nel contempo, ossessionato sempre dall’idea di una Grande Germania, Hitler, austriaco egli stesso, coltivò l’idea dell’annessione dell’Austria a formare un’unica nazione, idea per la verità anche questa precedente.
Con una votazione farsa, l’anschluss divenne realtà con la votazione farsa del 13 marzo 1938, cancellando di fatto una nazione e tutte le sue tradizioni, anche calcistiche, che erano molto forti, essendo tra le massime espressioni della scuola danubiana che furoreggiava all’epoca.
Così forte, il calcio austriaco, che ci fu anche un tentativo di creare un’unica nazionale tedesca innervata dai maggiori talenti austriaci, su tutti Mathias Cartavelina Sindelar, ma il tentativo non sortì i risultati sperati e lo stesso Sindelar si “suicidò” subito dopo l’annessione, o almeno questa fu la versione ufficiale.
Intanto l’Austria era scomparsa ed era diventata Gauliga Ostmark, così come cancellato il campionato nazionale, già Bundesliga, che si disputava a girone unico addirittura dal 1911/1912.
Ora il campionato diventava regionale, e per avere un campione nazionale tedesco ci sarebbe stata la finale dopo le eliminatorie nelle varie gauliga.
La Gauliga, dalla sua istituzione, sarebbe stata dominata soprattutto dallo Schalke 04 che, nelle undici edizioni disputate tra il 1933/1934 e il 1943/1944, avrebbe vinto sei volte e due volte sarebbe arrivato secondo.
Tedesche anche le altre vincitrici, tranne che nel campionato 1940/1941, quando per la prima e unica volta nella storia si fregiò del titolo di Grossdeutschen Meister un’austriaca, aggiudicandosi la Viktoria Pokal.


Il Rapid Vienna era stato fondato nel 1898 e, dopo inizi difficili, fu subito protagonista in campionato, diventando campione d’Austria già nella prima edizione del torneo.
Innumerevoli i campioni che hanno vestito la sua maglia bianco verde, grandi soprattutto gli attaccanti, su tutti Josef Bican, a lungo il calciatore più prolifico della storia in competizioni ufficiali (820), prima di essere superato da Cristiano Ronaldo e Leo Messi.
Quel campionato del 1941 aveva visto qualificarsi per la fase finale dai vari gironi il Dresden FC, il Vfl Köln 1899, il Rapid Vienna e lo Schalke 04.
L’8 luglio, a Beuthen, l’odierna Bytom in Polonia, il Rapid Vienna si impose sul Dresden FC per due a uno, mentre a Dusseldorf lo Schalke ebbe ragione facilmente dl Vfl Köln per quattro a uno.
Era un’assolata domenica pomeriggio quella che il 22 luglio, in un Olympiastadion di Berlino pieno di quasi centomila spettatori, accolse le due formazioni che si sarebbero contese il titolo di Campione di Germania.
Per lo Schalke si trattava, come detto,della settima finale, cinque le vittorie precedenti, l’unica volta contro un’austriaca nel 1938/1939, quando superò l’Admira Vienna con un inequivocabile nove a zero.
Sembrava avviata nella stessa direzione anche questa finale, perché bastarono solo otto minuti ai tedeschi per andare sul due a zero, frutto delle reti di Heinz Hinz e di Hermann Epperhoff.
Non solo, perché mentre la squadra guidata da Leopold Nitsch non riusciva a reagire, sbagliando anche un calcio di rigore con Franz Binder, il suo cannoniere principe, sul finire di prima frazione, quella guidata da Otto Faist si portava addirittura sul tre a zero dopo un quarto d’ora della ripresa, grazie alla seconda rete personale di Hinz.
Fu in quel momento, forse, che nella testa degli austriaci scattò la molla della rivalsa, il non volersi piegare all’arroganza dei tedeschi, che avevano cancellato la loro nazione, ma non potevano cancellare il loro orgoglio.


Forse si trattava solo di un campo di calcio, forse era solo una partita, ma non potevano farsi dominare anche lì, dove erano stati i più forti, montò il senso di ribellione, lo stesso che aveva animato, e forse ucciso, Sindelar: i tedeschi non potevano vincere ancora.
Solo due minuti dopo la terza rete tedesca fu Georg Schors a dare il primo segnale di riscossa, poi salì in cattedra Franz Binder.
I tratti quasi infantili del volto gli valsero il soprannome di “Bimbo”, che però era in netto contrasto con il fisico potente che lo sosteneva.
Completo nelle caratteristiche tecniche, in carriera avrebbe segnato 534 gol ufficiali, che lo collocano tra i giocatori più prolifici di ogni tempo.
E di quel numero fanno parte anche i tre segnati in quella partita.
Dopo il gol di Schors, in un solo minuto Binder realizzò i due che valsero il pareggio, trasformando una punizione al 72’ quello del definitivo sorpasso ai tramortiti tedeschi, situazione non del tutto nuova per gli austriaci che, tre anni prima, l’8 gennaio del 1935, sempre a Berlino e sempre in rimonta avevano superato l’FSV Francoforte, aggiudicandosi la Coppa di Germania allora denominata Tschammer Pokal.
Per una volta, su un campo di calcio, il tiranno si era dovuto inchinare, il Rapid Vienna con la sua vittoria, è stato l’unico a imporre l’orgoglio austriaco sul dominatore tedesco.

Finale Gauliga dom. 22 giugno 1941 Olympiastadion Berlino

Rapid Vienna: Raftl; Wagner, Sperner; Gernhardt, Skoumal, Wagner; Fitz, Schors, Dvoracek, Pesser, Binder. All.: Leopold Nitsch

Schalke 04: Klodt; Bornemann, Schweisfurt; Hinz, Füller, Tibulsky, Burdenski, Gellesch; Eppenhoff, Szepan, Kuzorra. All.: Otto Faist

Arbitro: Adolf Reinhardt (Stuttgart)

Marcatori: 5’ Hinz (S); 8’ Eppenhoff (S); 58’ Hinz (S); 60’ Schors (R); 62’ Binder (R); 63’ Binder (R) rig.; 72’ Binder (R)

GLIEROIDELCALCIO.COM (Raffaele Ciccarelli)

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allenatore di calcio professionista, si dedica agli studi sullo sport, il calcio in particolare, dividendo tale attività con quella di dirigente e allenatore. Giornalista pubblicista, socio Ussi e Aips, è membro della Società Italiana di Storia dello Sport (Siss), dell’European Committee for Sports History (Cesh), dell’Associazione dei Cronisti e Storici dello Sport (La-CRO.S.S.). Relatore a numerosi convegni, oltre a vari saggi, ha pubblicato: 80 voglia di vincere – Storia dei Mondiali di Calcio (2010); La Vita al 90° (2011), una raccolta di racconti calcistici; Più difficile di un Mondiale – Storia degli Europei di Calcio (2012); Il Destino in un Pallone (2014), una seconda raccolta di racconti calcistici; Lasciamoli giocare-Idee per un buon calcio giovanile (Edizioni del Sud, Napoli 2016). Per GliEroidelCalcio in convenzione S.I.S.S.

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