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Gli italiani che esportarono il calcio nel mondo

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AVVENIRE.IT (Sergio Taccone) – Tanti i padri fondatori di Italiani: popolo di emigranti, navigatori, poeti e fondatori di squadre di calcio. In Argentina e in Brasile, in Uruguay e in Australia: è lungo l’elenco dei club, sparsi per il mondo, con “padri fondatori” italiani. Il football, ieri come oggi, come collante etnico per comunità di emigranti.

In Argentina sono circa 20 milioni le persone di origini italiane. A Mar del Plata, nel marzo 1913, fu costituito l’Aldosivi, grazie all’impulso decisivo di alcuni imprenditori ittici emigrati dall’Italia. Il nome del club derivò dalle iniziali dei proprietari della società che aveva avuto l’incarico di realizzare il porto marplatense: Allard, Dollfus, Sillard e Viriot, esperti in infrastrutture portuali. Le centinaia di operai, impegnati nella costruzione del porto, sentirono la necessità di uno spazio per il loro tempo libero. Da qui la decisione di fondare una società calcistica vicina alle attività di pesca e all’industria ad essa collegata di Mar del Plata. Il simbolo fu il “tiburón” (pescecane).

Tra i fondatori dell’Aldosivi spiccano i nomi di alcune famiglie italiane legate alla pesca, a cominciare dai Moscuzza, originari di Siracusa. All’inizio degli anni ’70, la squadra ottenne la promozione nella massima serie nazionale. Tra i giocatori di maggior successo ad aver indossato la casacca del club di Mar del Plata figurano l’ex juventino e campione del mondo azzurro Mauro Camoranesi e Gabriel Amato che ha militato, negli anni ’90, nel Boca Juniors e River Plate per poi trasferirsi in Scozia nei Rangers Glasgow. Tra le vittorie dell’Aldosivi, memorabile fu il 2-1 rifilato in rimonta al Boca, alla Bombonera, nel novembre ’75. Oggi la squadra milita nel massimo campionato albiceleste.

Hanno profonde radici italiche anche il Boca Juniors e il San Lorenzo de Almagro. Il club gialloazzurro fu fondato nel 1905 da giovani di origine genovese. Il lucano Francesco Farenga realizzò le porte del primo campo del Boca. La nascita del San Lorenzo, la squadra del cuore di papa Francesco, si deve al prete salesiano padre Lorenzo Massa che decise di far giocare un gruppo di giovani nel campo dell’oratorio attiguo alla parrocchia di Calle México. Nell’aprile del 1908, la squadra fu fondata ufficialmente, prendendo la denominazione in onore di padre Lorenzo.

Il Deportivo Italiano venne costituito nel 1978. Il suo nome è legato a un’amichevole contro l’Italia di Bearzot, disputata a Buenos Aires prima del mondiale argentino. Fondatori di origini italiane anche nel Velez Sarsfield (1910) e nel Circulo Italiano, club della Patagonia Settentrionale, che veste la maglia granata, con tricolore bianco-rosso-verde come casacca di riserva.

In Brasile, uno dei club più italiani è il Palmeiras, fondato da emigranti del Belpaese con l’intento di avere una squadra di calcio in grado di rappresentare la consistente comunità stabilitasi a San Paolo. Il club nacque nel settembre 1914 e prese il nome di Palestra Itália, polisportiva di atleti italiani. A firmare l’atto costitutivo furono 46 connazionali del quartiere Bráse, dipendenti delle Industrie Matarazzo. Ventotto anni dopo, con il Brasile in guerra contro l’Italia, il club cambiò nome e divenne Palmeiras, cancellando dallo stemma il colore rosso e la lettera I. Nel 1942, l’anno del cambio di denominazione, arrivò anche il primo titolo paulista, battendo in finale il San Paolo.

«La storia di Palestra Italia mi è profondamente cara – dice lo “storico di cuoio” italobrasilero Darwin Pastorin – Il club divenne Palmeiras nel 1942, quando il Brasile entrò nel secondo conflitto mondiale. I nomi italiani vennero cancellati e così anche la adorata, vecchia Palestra. Ma il club continuò a vincere e a rimanere un fondamentale punto di riferimento per la nostra comunità italiana in Brasile».

La più antica squadra brasiliana di origini italiane è lo Sport Club Savoia, fondata alla fine dell’800 da operai di un’industria tessile di Sorocaba, nello Stato di San Paolo, così denominata in onore alla dinastia regnante in Italia, con divisa celeste e scudo crociato sul petto. Fu la risposta al club di origini inglesi del Votorantim, fondato nello stesso quartiere. E’ datato 1915 il primo derby italiano giocato in Brasile tra Savoia e Palestra Italia (0-2).

A Belo Horizonte, nel 1921, la comunità italiana diede vita al club di soli giocatori emigranti, denominato Societá Sportiva Palestra Itália che sfoggiava una camiseta tricolore e che tra il 1928 e il ’30 vinse tre volte consecutive il Campionato Mineiro. Nel 1942, con l’affievolirsi dell’identità italiana, il club cambiò nome in Cruzeiro, ovvero “Croce del Sud”.

In Brasile è esistita anche una squadra di calcio chiamata Juventus, con colori sociali granata, fondata nel 1924 da lavoratori del Cotonificio Crespi di San Paolo. Le radici di questo club si trovano in uno dei quartieri di San Paolo a più alto tasso di italianità: la Mooca. Tra i prodotti del vivaio della Juve granata spicca Thiago Motta. Non poteva mancare in Brasile una squadra di origini partenopee: il Napoli Esporte Club, ubicata nella zona est di San Paolo e fondata 40 anni fa. Le maglie sono uguali a quelle napoletane ma nello stemma c’è una volpe al posto del ciuccio.

In Uruguay, le origini italiane sono nitide nel Peñarol di Montevideo, fondato nel 1891 anche se la denominazione è del dicembre 1913, in onore alla città di Pinerolo. Tra i soci fondatori, molti erano di origine piemontese: José Pedro Damiani, Washington Cataldi e Gastón Guelfi. I tre si alternarono nella carica di presidente. Un club glorioso – incoronato dieci anni fa dall’Iffhs miglior club sudamericano del XX secolo – e la cui maglia è stata indossata da fuoriclasse del calibro di Pepe Schiaffino e campioni come Alcides Ghiggia, Julio César Abbadie, Obdulio Varela e Ladislao Mazurkiewicz.

Tracce calcistiche notevoli sono state lasciate anche dagli emigranti italiani in Australia. Il Marconi Stallions venne fondato nel 1956 da componenti della comunità italiana della Western Sidney. Con gli Stalloni cominciò la carriera di Christian Vieri. Matrice siciliana nel Balcatta Etna Soccer Club, fondato da calciatori originari della provincia di Messina che scelsero l’Etna come simbolo. Risale alla fine degli anni 50, infine, la fondazione del Triestina Soccer Club per volontà di alcuni emigranti provenienti da Trieste che sfoggiavano con orgoglio la maglia alabardata.

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Padre Lorenzo Massa con i suoi ragazzi del San Lorenzo de Almagro, il club del cuore di papa Francesco

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