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La Penna degli Altri

1° settembre 2005 – 10 anni fa ‘Anima Candida’ Tommasi al ‘minimo sindacale’

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LAROMA24.IT (Federico Baranello) – Il 1° settembre 2005 Damiano Tommasi, l’Anima Candida giallorossa, è di nuovo un giocatore, si perché è da oltre un anno che non lo è più.

Non lo è più dal 22 Luglio del 2004 quando nell’amichevole pre-campionato contro lo Stoke City una brutta entrata di un avversario gli manda in frantumi un ginocchio: “ Le avevamo viste tutte. Quasi tutte. Tutte meno un’amichevole estiva della Roma contro una squadra di serie B finita in rissa, inglesi contro italiani in tribuna, occhi pesti, scazzottate, ma soprattutto con Damiano Tommasi fuori dal campo in barella con rottura del legamento collaterale – e forse anche del crociato – del ginocchio destro. Uno scontro micidiale con il pilone centrale dello Stoke City, l’irlandese Gerry Taggart, all’inizio del secondo tempo, per il più pesante degli infortuni. Cose da pazzi…” (Il Messaggero 23 Luglio 2004)”.

Il bollettino medico è impietoso: “Lesione complessa di tutte le strutture capsulo-legamentose del ginocchio destro; rottura dei menischi interni ed esterni; rottura del crociato anteriore e posteriore; rottura del collaterale mediale; rottura dell’inserzione dei flessori della coscia destra“.

Tornano in mente le storie, e i calvari, di Rocca e Ancelotti. Ma anche quello attuale della “Lavatrice” Strootman (Daje Kevin!).

Ovviamente tutta la stagione 2004/05 la passa con la speranza nel cuore di poter essere di nuovo un calciatore, questo è il suo sogno. Nel frattempo a Giugno 2005 il suo contratto scade, ma lui continua a recuperare la forma fisica e insegue l’obiettivo del “ritorno”. insegue la sua decima stagione in giallorosso. Per dimostrare al mondo, ma in primis a se stesso, di essere ancora un calciatore propone alla Roma un contratto al minimo sindacale: 1.500 euro al mese per la stagione 2005/06. Un gesto unico in un mondo dove l’interesse economico ha quasi sempre la meglio sul sentimento.

Un gesto di altri tempi, un gesto alla Giorgio Carpi che in 8 stagioni nella Roma, dall’anno della fondazione sino al 1935/36, non prese mai una retribuzione perché considerava un onore poter indossare la maglia giallorossa e poter difendere i colori di Roma. Proprio lui …..un veronese, stessa terra di Tommasi.

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