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15 marzo 1908 – 15 marzo 2021: buon compleanno US Lecce, squadra simbolo di un territorio.

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Danilo Sandalo) – “Che anno è? Che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te…” cantava Lucio Battisti nel 1972 nel suo celebre brano “I giardini di marzo” ed oggi ogni tifoso leccese reciterebbe senza dubbio questa frase a modi mantra perchè nel lontano 15 marzo 1908 veniva fondato da Francesco Marangi lo Sporting Club Lecce che nel 1927, in pieno regime fascista, diviene US Lecce grazie alla fusione di FBC Juventus, Gladiator e SC Lecce. Inizialmente i colori sociali sono il bianco ed il nero, mentre il giallorosso viene adottato nel 1929 quando il club viene promosso per la prima volta in Serie B.
Una storia d’ amore e di sinergia con il territorio che oggi compie 113 anni, fatti di salite in paradiso e discese all’ inferno, come la retrocessione d’ufficio in LegaPro avvenuta nel 2012 in seguito alla presunta combine nel derby contro il Bari vinto al “San Nicola” e che regalò la salvezza ai giallorossi guidati da Gigi De Canio nella stagione 2010/11.

Una storia fatta di grandi uomini, come il mai dimenticato Franco Iurlano, presidente della prima storica promozione in Serie A dei giallorossi, ma anche Mimmo Cataldo, Mimino Renna, Giovanni Semeraro ed il suo braccio destro, l’avvocato, Mario Moroni e Ezio Candido.
Grandi giocatori sono passati da Lecce e, mentre alcuni andando via hanno lasciato il cuore a continuare a battere nel Salento, come l’ argentino Juan Beto Barbas considerato ancora oggi il più forte straniero approdato in questa terra magica, uno che si caricava la squadra sulle spalle e la guidava magistralmente dettandone i tempi, tanto da indurre lo stadio a lasciarsi andare ad un autentico tango argentino ogni qualvolta prendesse la palla il numero 8 sudamericano e se poi vi era un calcio di punizione da battere allora l’ entusiasmo saliva alle stelle sulle note del coro di “BETO BETO BETO MINA LA BOMBA MINA LA BOMBA” che, tradotto letteralmente significa “BETO BETO BETO TIRA LA BOMBA TIRA LA BOMBA”.
Un Lecce in salsa argentina quello della prima storica promozione in Serie A (1985) che, oltre a Barbas, vantava la presenza in squadra di Pedro Pablo Pasculli, proveniente dall’ Argentinos Juniors dove aveva giocato con Maradona, che alla fine del torneo 1985/86 fu convocato dalla nazionale del suo Paese per prendere parte alla Selecciòn durante i mondiali di Messico 1986 e con cui si laureò campione del mondo segnando il gol decisivo nella sfida degli ottavi di finale contro l’ Uruguay di Enzo Francescoli che consentì poi all’ Argentina di affrontare nei quarti di finale l’ Inghilterra e al Pibe de Oro di divenire il Dio del calcio grazie a quella storica partita che tutti sappiamo come andò a finire.

Una presenza che portò Lecce alla ribalta del calcio mondiale di cui ancora oggi ne va fiera dal momento che Pasculli, terminata la carriera da  calciatore, è rimasto a vivere a Lecce con la sua famiglia come un cittadino nato e cresciuto in questa terra.
Ma non è l’ unico che appese le scarpe al chiodo ha scelto il Salento per viverci, oltre a lui ci sono tanti altri che vivono qui come Mirko Vucinic, Ernesto Chevanton, Francisco Lima o Guillermo Giacomazzi che sono oramai considerati “figli di Lecce”.
Tanti anche i grandi calciatori che sono originari di Lecce o che hanno iniziato dal settore giovanile giallorosso per poi spiccare il volo, su tutti sicuramente Checco Moriero, Franco Causio, campione del mondo nel 1982, ma anche il meno amato dalla tifoseria Antonio Conte, Pasquale Bruno, Gigi Garzya, Fabrizio Miccoli che per tutta la carriera ha sempre dichiarato il suo amore per il Lecce.

Una squadra amata, cantata e celebrata da tanti, tra cui gli artisti salentini Sud Sound System, Bruno Petrachi, Apres La Classe proprio perchè l ‘identità territoriale salentina si rivede nella squadra giallorossa ed il simbolo del Lecce è un marchio di fabbrica inciso nel cuore di ogni suo conterraneo.
Dopo l’ addio della famiglia Semeraro e l’ avvento di Savino Tesoro a Lecce si sono vissuti anni calcisticamente difficili per via della permanenza in LegaPro, fino all’ arrivo dell’ attuale gruppo dirigente con presidente Saverio Sticchi Damiani, leccese DOC, che nel biennio 2017/18 e 2018/19 ottiene, con Fabio Liverani in panchina, una doppia promozione che riporta il Lecce nell’ Olimpo del calcio italiano dopo sei anni di “purgatorio”.
Un capitolo a parte lo meritano anche gli allenatori di questo sodalizio che si sono succeduti nel corso di questi anni, da Fascetti a Mazzone, da Delio Rossi a Fabio Liverani, senza dimenticare gli “azzurri” Giampiero Ventura e Cesare Prandelli e il grande Maestro Zdenek Zeman, tutte persone preparate e squisite che hanno regalato emozioni rispettando ed onorando la piazza e la maglia.
Insomma una storia ricca ed entusiasmante fatta di uomini e valori che solo un territorio “provato”, sfruttato e dimenticato, fino a qualche decennio fa, può capire e sentire sua senza aver paura di gridarlo forte ai quattro venti, perchè tifare Lecce da queste parti non è solo un modo di passare il tempo, ma una fede imprescindibile ed indelebile per essere orgogliosi di sentirsi salentini e fieri di esserlo.
Buon compleanno Lecce, “questo è il tempo di vivere con te” e non sarà mai nè troppo nè abbastanza!

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Appassionato di filosofia, letteratura e sport con un passato da calciatore. Tecnico marketing di promozione e comunicazione turistica, laureato in Scienze Sociali per lo sviluppo e la cooperazione internazionale. Collabora con DilettantiPuglia24, CalcioWebPuglia (dove è incaricato di narrare le vicende dell'US Lecce), Metis Magazine, MondoCalcioNews e ora... con GliEroidelCalcio

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