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26 Agosto 2001: la prima partita in A nella storia del Chievo

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

Nessun dubbio: ha vinto la squadra migliore

E’ il 3 Giugno del 2001 e lo Stadio Bentegodi assiste ad un trionfo atteso e poco prevedibile. I 15.000 tifosi accorsi per l’occasione, festeggiano la storica promozione in A della seconda squadra di Verona, quella cresciuta nel quartiere di Chievo, alle porte della città scaligera.

Artefice del miracolo sportivo, è un allenatore friulano con un passato da calciatore in molte piazze d’Italia e con una idea di calcio semplice e innovativa. Il 4-4-2 è il suo mantra, le ali sono la sua spinta, la solidità difensiva la sua certezza. In quella stagione 2000/01, arriverà un terzo posto finale in serie cadetta, condito  da 70 punti e 19 partite vinte.

Dopo quel successo sulla Salernitana, rimanevano soltanto tre mesi per preparare lo storico esordio nella mitica Serie A di inizio millennio.

Il passaggio sarebbe stato traumatico, pensavano in molti. Normale per una squadra di provincia, quasi di quartiere. E poi il Chievo la sua vittoria più grande l’aveva ottenuta l’anno precedente, grazie ad una gestione oculata che aveva portato a risultati poco prevedibili. Bisognava godersi quella nuova sfida e, magari, sperare in qualcosa di buono.

E così, il 26 Agosto del 2001, in un Franchi voglioso di protesta nei confronti della dirigenza, la truppa del baffuto Delneri si trovò a giocarsi la sua prima partita in massima serie, contro la Fiorentina di Mancini.

Sarà un incontro quasi a senso unico, con Corini e compagni guidati dalla fame di vittoria e da un gioco semplice, veloce e pulito. Ci penserà un certo Simone Perrotta a siglare il primo storico gol, dopo appena cinque minuti: palla di Eriberto per Corradi, cross sulla fascia opposta per l’accorrente Manfredini, tiro al volo dell’ala italo-ivoriana e rete del centrocampista calabrese.

I viola, per l’occasione vestiti con una casacca bianco rossa (scelta dovuta ai 75 anni di vita del club), stenteranno a riprendere un ritmo partita accettabile. I veneti ne approfitteranno, invece. Corradi colpirà un montante alto, dopo un tiro di prima su passaggio dell’inarrestabile Eriberto; nella ripresa, poi, darà inizio al raddoppio gialloblu, che arriverà grazie alla rapidità di Marazzina, veloce e scaltro a bruciare la difesa toscana dopo una respinta del palo sul tiro del solito Corradi.

Il Chievo Verona la vincerà quella prima partita in A, sfiorando il titolo di campione d’inverno a Dicembre. Il miracolo sportivo, poi, si compirà con un quinto posto finale che significava qualificazione UEFA, a meno uno dalla zona Champions.

Una squadra costruita con sapienza e negli anni, fondata su colonne come il portiere Lupatelli, i terzini Lanna e Moro, gli arcigni centrali D’Anna e D’Angelo, il geometrico Corini, l’uomo dai mille inserimenti di nome Perrotta, i velocissimi Eriberto e Manfredini, gli affamati Corradi e Marazzina.

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Classe '83, viaggiatore instancabile ed amante del calcio e dello sport tutto. Una Laurea in Comunicazione, una tesi sul linguaggio giornalistico sportivo degli anni '80 ed una passione per il collezionismo, soprattutto quello inerente la nazionale italiana. Alla sua attività turistica, associa collaborazioni con giornali del mondo travel. Testata preferita: GLIEROIDELCALCIO.COM"

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