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La Penna degli Altri

Divino Baggio, il campione che appartiene a tutti

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LIBERO QUOTIDIANO (Vittorio Feltri) – […] se lo sport fosse solo olio di gomito non interesserebbe a nessuno. No, quello che ci colpisce è l’impossibile che diventa possibile, la magia che stravolge le leggi della natura, Michael Jordan che si arrampica in cielo, Cristiano Ronaldo che rimane sospeso nel vuoto, sfidando la legge di gravità, Messi che pare attraversare i corpi altrui con un semplice (si fa per dire) tocchetto con la punta del piede. Questo è l’aspetto sovrumano.

Poi c’è quello umano, troppo umano: il ciclista che crolla sul Mont Ventoux o ha il volto colorato di nero dopo una fuga nella Parigi-Roubaix. Nello sport c’è dentro la durezza e la bellezza, lo scontro e l’abbraccio, la vita e la morte, simboleggiati dalla vittoria e dalla sconfitta. […]

Prendiamo Roberto Baggio: perché non conosco nessuno che non lo ami? […] Roby era un magnifico campione e appena infilava la maglia della nazionale, palesemente la più importante per lui, scordava le amarezze che pure la carriera gli aveva riservato. Baggio in azzurro era una icona nella quale tutti si riconoscevano. C’era qualcosa che andava al di là dell’ammirazione per le sue prodezze decisive almeno tra il 1990 e il 1994. È vero che sbagliò il rigore in finale con il Brasile, nel 1994. Ma è anche vero che l’Italia, senza Baggio, la finale l’avrebbe vista col binocolo. Negli Stati Uniti, con quaranta gradi all’ombra, danzava sulla palla fino all’ultimo minuto […] Baggio ha avvicinato il puro talento alla nostra altezza di umani mediocri: era un genio, beato lui, ma sempre in bilico tra la vittoria e la sconfitta, come noi. Vogliamo contare gli infortuni al ginocchio da cui si è rialzato più forte di prima? Sottolineare come molti allenatori italiani, neanche fossero stati gelosi, l’abbiano relegato al ruolo di comprimario, lui che si beveva tutti quanti, perché non erano graditi i suoi numeri? Vogliamo ricordare come Roberto abbia con intelligenza cercato e ottenuto il rilancio in squadre di provincia, Bologna e Brescia, lui che sarebbe stato titolare nel Real Madrid o nel Barcellona? Dalle stelle alle stalle, come si suole dire, andata e ritorno, e più volte. Alto e basso, trionfo e delusione. Nessuna lamentela. Molta modestia […]

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