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Storie

24 maggio 1972 – Continua il dominio britannico nella Coppa delle Coppe: dopo Manchester e Chelsea anche il Rangers Glasgow si aggiudica il titolo

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati) – Già in precedenza, negli anni Sessanta, altre squadre del Regno Unito avevano vinto il prestigioso trofeo continentale. Penso a club londinesi come Tottenham Hotspur e West Ham United che avevano vinto la Coppa delle Coppe, rispettivamente, nelle edizioni 1962-1963 e 1964-1965 Ma, le loro vittorie si erano alternate a quelle di altri club spagnoli, portoghesi e tedeschi.
Invece, nel triennio 1969/70-1971/72, alle vittorie di Manchester City e Chelsea fa seguito la conquista del trofeo da parte dei Rangers di Glasgow.

Naturalmente, oltre al Rangers di Glasgow, molte squadre blasonate partecipano all’edizione del 1971-1972: Austria Vienna, Barcellona, Bayern di Monaco, Chelsea, Dinamo Zagabria, Liverpool, Olympiakos, Servette, Sporting Lisbona, Steaua Bucarest, Stella Rossa e Torino.

Gli scozzesi avevano già perso una finale nell’edizione 1966-1967, con una sconfitta per una a zero, a seguito di un gol subito nei tempi supplementari. La squadra vincente era stata quella del Bayern di Monaco. Nelle file di quella squadra tedesca militava Gerd Müller, allora poco più che ventenne.

Nel 1972, il Ranger ci riprova, e arriva in finale dopo avere eliminato i francesi del Rennes, lo Sporting Lisbona, il Torino e proprio il Bayern di Monaco.
Da segnalare che gli scozzesi avevano vinto in casa tre a due con i portoghesi e perso quattro a tre a Lisbona. Lo Sporting aveva vinto ai rigori solo perché l’arbitro aveva ignorato la nuova regola in base alla quale, in caso di parità, passava la squadra che aveva fatto il maggior numero di gol in trasferta.
Il club scozzese fece ricorso e il suo reclamo fu accolto. Per cui, dopo avere battuto il Torino nel turno seguente ed essersi presi una rivincita vincendo proprio contro quel Bayern di Monaco che cinque anni prima li aveva battuti in finale, gli scozzesi poterono incontrare la Dinamo Mosca nella finale del 1972.
Quanto ai russi, erano arrivati a quella partita in virtù delle vittorie su Olympiakos, Eskisehirspor, Stella Rossa Belgrado e Dinamo Berlino. Contro i tedeschi,  dopo  due  pareggi  per  uno  a  uno, il  passaggio del turno dei russi era dipeso dall’avere vinto ai rigori.

La Dinamo è dunque la prima squadra russa ad avere avuto accesso ad una finale europea. Impossibile parlare di questa squadra senza fare un minimo riferimento al leggendario Lev Yashin, Pallone d’Oro nel 1963 che, il 27 maggio 1971, aveva messo fine alla propria carriera con uno storico match, giocato a Mosca, tra la sua Dinamo ed una selezione di giocatori del Resto del Mondo. Quel giorno, con i suoi 103.000 spettatori lo stadio Lenin aveva segnato il tutto esaurito.
A distanza di quasi un anno preciso da quella data simbolica nella vita del leggendario portiere, la Dinamo Mosca di Yashin si apprestava a sfidare il Rangers Glasgow nell’ultimo capitolo della Coppa delle Coppe del 1972.

Ultima annotazione, a causa dei danni provocati dai tifosi scozzesi, durante la loro invasione di campo alla fine della partita ma anche a match in corso, non ci fu premiazione sul terreno di gioco (la coppa fu consegnata alla squadra scozzese nello spogliatoio). Altri incidenti ci furono al di fuori dello stadio. Per questo motivo, il Rangers non poté partecipare alla coppa l’anno seguente.

LA FINALE

PRIMO TEMPO

Nei primi sette o otto minuti si assiste ad una serie di capovolgimenti di fronte, ma con poche emozioni e nessun intervento importante dei portieri. C’è forse una maggiore manovra di gioco degli scozzesi, che sembrano essere subito entrati in partita anche da un punto di vista agonistico-atletico: il primo intervento di uno scozzese, dopo quattro o cinque secondi di gioco, è un fallo sull’avversario; altri tre falli scozzesi seguiranno nei primi otto minuti del match.

All’8′, grandissima occasione per la Dinamo che, proprio a causa di un fallo scozzese, beneficia di un calcio di punizione sulla tre quarti avversaria, lato destro del campo. Žakubik riceve palla da Szabó, verticalizza, chiede e ottiene la triangolazione da Bajdačnyj e si ritrova nell’area piccola degli scozzesi, ma spreca colpevolmente, colpendo malissimo di sinistro la palla che finisce sul fondo. I russi perdono dunque un’occasione che avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro.

Dall’8′ al 20′, c’è una situazione di sostanziale equilibrio, con due occasioni sfumate per la Dinamo Mosca: un’incursione russa molto pericolosa per gli scozzesi che, fortunatamente per loro, riescono ad attuare il fuorigioco e una bella azione sulla destra di Bajdačnyj che però alla fine crossa male verso la porta avversaria, rendendo facile l’intervento di Peter McCloy. Al 20′, calcio di punizione per la Dinamo Mosca, a causa dell’ennesimo fallo scozzese (il sesto commesso dagli scozzesi fino a quel momento della partita) ma l’esecuzione è inefficace e la palla non inquadra la porta.

I Rangers rispondono subito con un’azione pericolosa che si conclude con un tiro teso, basso e angolato di Tommy McLean. Il portiere russo è chiamato all’intervento e si fa trovare pronto. A partire dal 20′, i Rangers spingono sull’acceleratore con due azioni pericolose. Nella seconda c’è anche il sospetto di un intervento da rigore da parte dei russi. Il replay, però, sembra dare ragione alla Dinamo (Alex McDonald sembra cadere da solo). È una fase della partita in cui esce fuori la grinta tipica del calcio britannico, ben rappresentata da un tackle di John Greigh che, in quel modo dopo avere dribblato due russi, conserva la palla e poi la passa a Stein, bravo -quest’ultimo- a conquistare una punizione da buona posizione per gli scozzesi. La punizione di McLean è battuta benissimo, con tiro a rientrare nell’area avversaria. Ma la difesa russa, inizialmente libera bene; nel prosieguo dell’azione, però, forse anche a causa di un fallo scozzese non rilevato dall’arbitro, la palla arriva a Dave Smith. Il centrocampista scozzese si trova sulla linea mediana destra inglese e fa partire un cross di 30-35 metri che trova Stein, al centro dell’area avversaria. L’attaccante dei Rangers si fa trovare pronto a raccogliere e finalizzare, con un tiro fortissimo e impossibile da parare per il numero uno della Dinamo Mosca. È il 23′: Rangers uno Dinamo zero, ma prima che si possa riprendere il gioco bisogna attendere che i tifosi scozzesi, entrati in campo per festeggiare, rientrino nei vari settori.

Nei dieci minuti successivi il gioco risulta frammentato e discontinuo, senza vere azioni corali. I russi cercano di rientrare in partita ma non vanno oltre un paio di tiri fuori porta (uno di poco) e la conquista di un calcio angolo. A cinque minuti dalla fine del primo tempo è invece il Rangers a colpire di nuovo: bella discesa sulla destra di Dave Smith. Il centrocampista si gira su se stesso e colpisce la palla di sinistro, crossando al centro dell’area avversaria. Lì, con uno splendido colpo di testa , Johnston insacca prendendo alla sprovvista il portiere, che accenna una reazione tardivamente, quando la palla ha ormai superato la linea di porta. Splendida l’esecuzione ma l’assist di Smith è una pennellata. Tra l’altro era stato sempre lui l’autore dell’assist anche nel primo gol.

Il primo tempo si chiude dunque due a zero a favore degli scozzesi. Nel commento di chiusura il telecronista dedica una menzione speciale a Derek Johnstone, solo diciannovenne, ma autore di una prestazione da uomo di esperienza.

SECONDO TEMPO

Nei primi otto minuti della ripresa, non c’è molto da segnalare. Al nono minuto si registra il terzo gol degli scozzesi. Rinvio molto lungo del portiere McCloy. La palla oltrepassa la tre quarti dei russi e, rimbalzando, arriva fin dentro l’area. Johnston è nei pressi e con un tiro teso, basso e angolato realizza la propria doppietta e porta i Rangers sul tre a zero. I russi accennano un reclamo per posizione in fuori gioco di Johnston ma, per l’arbitro, il gol è regolare. È un punteggio forse troppo severo per la Dinamo Mosca, se si considera che nel match c’è stato, più o meno un equo possesso palla e, addirittura un numero maggiore di corner a favore dei russi (quattro alla Dinamo e tre agli scozzesi). Ma, nell’economia della partita, il talento individuale ha fatto la differenza.

Intorno al 56′ c’è un cambio azzeccato di Kostantin Beskov: l’allenatore dei russi inserisce Ėštrekov. Il russo entra e fa gol dopo quattro minuti, anche a causa di un errore di Mathieson che si fa rubare palla piuttosto ingenuamente da Evrjužichin, il quale dalla destra aveva appunto centrato per Ėštrekov, libero nell’area piccola degli scozzesi. A quel punto, segnare è un gioco da ragazzi.

Gli scozzesi sembrano accusare il colpo e i russi iniziano a sperare nella rimonta. Nei dieci minuti successivi si vede una bella Dinamo, sia in termini di fraseggio sia in termini di rapide verticalizzazioni. La pressione russa, però, non va oltre a qualche tiro, qualche azione pericolosa e ad un paio di corner (8 a 4 a favore dei russi). Al 69′, altro cambio dei russi ed entra Gershkovich. Cinque o sei minuti dopo anche lui avrebbe possibilità di segnare. Ma il suo colpo di testa, da distanza molto ravvicinata, finisce alto sulla traversa. Gli scozzesi si rifanno pericolosi al 76′: bella azione di contropiede scozzese: incursione sulla fascia laterale di Stein che crossa al centro dell’area dei russi. Arriva McLean che fa partire un tiro potente. Ma, purtroppo per gli scozzesi, il tiro non è nello specchio di porta.

La pressione dei russi è continua. All’81’ la Dinamo batte il suo nono corner (salvo errori di computo da parte mia, siamo a 9 corner a 5 a favore dei russi). Da quel nono corner nasce una clamorosa azione da gol per la Dinamo. Calcio d’angolo di Bajdačnyj che batte corto sulla fascia di destra per un compagno. Questi libera in area per un altro russo che tira a botta sicura da pochi metri. McCloy riesce a deviare ma non a trattenere. La palla si appresta ad entrare ma, sulla linea di porta, viene respinta da uno scozzese. Accorre un altro russo che tira di nuovo in porta. Ma la palla finisce a lato di poco. All’87’ splendido gol della Dinamo: una bellissima triangolazione mette in porta Machovikov che colpisce di controbalzo e manda la palla sul sette, alla sinistra del portiere scozzese. In una successiva azione, la Dinamo ha ancora tempo di battere il suo decimo corner. Poi, una massiccia invasione di campo costringe all’interruzione del gioco.

Con due minuti ancora da giocare e subito dopo il secondo gol della Dinamo, l’invasione di decine e decine di supporter scozzesi, più che una spontanea manifestazione di gioia, sembra un modo un po’ subdolo di mettere pressione ad arbitro e squadra avversaria. Questo, a mio parere, indipendentemente dalle reali intenzioni  di  chi  aveva  invaso  il  campo. Oggi, molto probabilmente, un simile comportamento avrebbe comportato l’annullamento del match.

Concludo con due considerazioni: 1) Dai resoconti che ho letto su internet sembrava che Ranger Glasgow-Dinamo Mosca fosse stato un match senza storia, in virtù della netta superiorità degli scozzesi. Alla fine della visione integrale del match, dico che io non ho avuto la stessa impressione. Gli scozzesi hanno meritato la vittoria, anche grazie ad un maggior talento dei singoli (insieme a un po’ di malizia e di mestiere, che li hanno portati a fare una serie di falli sui russi, mentre erano lanciati a rete in diverse occasioni). La Dinamo però è restata in partita per quasi tutto l’incontro, andando vicinissima al 3 a 2 a dieci minuti dalla fine e segnando il secondo gol all’87’. 2) Resi gli onori ai russi, devo dire che i Rangers del ’72 sono stati una bella sorpresa (ai tempi avevo otto anni e mezzo e di loro non avevo ricordo). Johnston, Stein, McLean: tutti bei giocatori. Delle partite  solitamente  si  ricordano i gol, ma anche i due assist di Dave Smith sono da antologia.

IL TABELLINO

Barcellona, 24 maggio 1972, Stadio Camp Nou. 24.701 spettatori (in grandissima parte scozzesi: il telecronista precisa che il 90% del pubblico è composto da tifosi

del Rangers).

Rangers-Dinamo Mosca  3-2. Marcatori: Stein,  23’; Johnston, 40’ e 49’; Ėštrekov, 60′; Machovikov 87′.

Arbitro :  José María Ortiz de Mendíbil.

RANGERS

Peter McCloy, Sandy Jardine, Willie Mathieson, John Greig, Derek Johnstone,
Dave Smith, Tommy McLean, Alfie Conn, Colin Stein, Alex MacDonald, Willie Johnston.
Allenatore:  William Waddell.

DINAMO MOSCA

Volodymyr Pil’huj, Vladimir Basalaev, József Szabó, Valerij Žikov, Vladimir Dolbonosov, Evgenij Žukov, Oleg Dolmatov, Aleksandr Machovikov, Anatolij

Bajdačnyj, Andrej Žakubik, Gennadij Evrjužichin.

Sostituzioni: Vladimir Ėštrekov, Michail Gerškovič.

Allenatore: Konstantin Beskov

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classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 , della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020; coautore del libro di didattica dell'italiano "Imbarco Immediato", Fanalex Publishing, Ginevra 2021 e, infine, del romanzo "Dieci Racconti di una Lucertola del Porto di Genova", Urbone Publishing, 2021. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio.com”.

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